Recentemente, le dichiarazioni di Brett Federson, ex direttore del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca per la sicurezza dell’aviazione, hanno aggiunto un tassello fondamentale al dibattito sugli oggetti volanti non identificati, portando la prospettiva di chi ha gestito direttamente la sicurezza dei cieli americani.
Indice
- Una tecnologia non umana oltre le nostre capacità
- Il rischio per la sicurezza del volo e la necessità di monitoraggio
- Il contesto delle declassificazioni
Una tecnologia non umana oltre le nostre capacità
Il punto più dirompente dell’intervento di Federson nell’intervista sull’emittente FoxNews riguarda la natura stessa degli oggetti osservati. Egli ha dichiarato esplicitamente che questo tipo di tecnologia non è di origine umana. Secondo l’ex direttore, non si tratta di velivoli che l’umanità è attualmente in grado di costruire, né che abbia mai costruito o stia utilizzando in segreto.
Questa ammissione è particolarmente significativa data la sua posizione passata: una figura incaricata di monitorare le minacce aeree globali ammette che ciò che viene avvistato regolarmente su scala mondiale sfugge a qualsiasi classificazione tecnologica terrestre. La prevalenza e la regolarità di questi avvistamenti globali sono i fattori che, secondo Federson, trasformano il fenomeno da una curiosità scientifica a una vera e propria minaccia alla sicurezza nazionale.
Il rischio per la sicurezza del volo e la necessità di monitoraggio
Oltre alle implicazioni geopolitiche e tecnologiche, Federson pone l’accento su un aspetto estremamente concreto: la sicurezza del volo. La presenza costante di questi oggetti nel nostro spazio aereo rappresenta un pericolo fisico per l’aviazione civile e militare.
Il fatto che questi oggetti si muovano liberamente e frequentemente intorno ai percorsi di viaggio convenzionali rende urgente una risposta istituzionale. Federson sottolinea che la questione non può più essere ignorata, ma deve essere affrontata con determinazione, tracciata e monitorata costantemente. Lo spazio aereo, che dovrebbe essere sotto controllo, è occupato da entità con capacità di manovra che non comprendiamo e che non possiamo contrastare.
Il contesto delle declassificazioni
Le parole di Federson si inseriscono in un solco già tracciato negli ultimi anni, accelerato significativamente durante l’amministrazione Trump. È opportuno ricordare che il panorama generale è cambiato drasticamente dopo che, nel 2020, il Pentagono ha ufficialmente rilasciato tre video (noti come “FLIR”, “GIMBAL” e “GOFAST”) che mostravano incontri tra piloti della Marina e UAP.
Sotto la presidenza Trump, è stato inoltre firmato l’Intelligence Authorization Act per l’anno fiscale 2021, che includeva una richiesta formale alle agenzie di intelligence di produrre un rapporto non classificato sui fenomeni aerei non identificati.
Nelle ultime settimane, questo impegno di declassificazione si è concretizzato con la pubblicazione delle prime due tranche di video e file (i cosiddetti “Ufo files”) sul sito dedicato della Casa Bianca, contenuti ai quali probabilmente seguiranno altri nelle prossime settimane e mesi.
Le dichiarazioni di Federson confermano che, dietro le quinte del potere esecutivo, la preoccupazione per la superiorità tecnologica di questi fenomeni è reale e condivisa dai massimi esperti di sicurezza del volo.







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