“C’è un osso su Marte”. Le foto e le incredibili rivelazioni del Remote Viewer della CIA

un osso su Marte, foto diffusa da J. McMoneagle

Le sorprendenti rivelazioni di Joe McMoneagle, che parla di vita intelligente su Marte in epoche passate, trovano una eco nelle recenti scoperte scientifiche di molecole di tipo organico sul pianeta Rosso.

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Fotogramma dall’intervista a McMoneagle rilasciata a Jesse Michel

Mentre la scienza ufficiale muove passi cauti ma significativi, figure provenienti dal mondo dell’intelligence militare americana lanciano affermazioni che sembrano uscite da un film di fantascienza. Esiste davvero una prova tangibile di un’antica civiltà marziana?

La conferma della scienza: molecole organiche nel cratere Jezero

Prima di tuffarci nei segreti del Pentagono, è necessario partire dai fatti. Recentemente, il rover Perseverance della NASA ha fatto una scoperta definita “la più solida rilevazione di materia organica” mai avvenuta su Marte. Analizzando due rocce nel cratere Jezero, gli scienziati hanno individuato centinaia di grandi molecole organiche complesse a base di carbonio, l’elemento fondamentale di ogni forma di vita conosciuta.

Sebbene queste tracce possano derivare da processi geologici o meteoritici, gli esperti non escludono che si tratti di antichi microrganismi rimasti intrappolati nelle rocce per miliardi di anni,. In breve, Marte aveva gli ingredienti chimici e le condizioni ambientali necessari per sostenere la vita.

Chi è Joe McMoneagle, la “Spia Psichica” numero uno

In questo scenario di scoperte ufficiali, si inserisce la testimonianza di Joe McMoneagle, una figura leggendaria nel mondo dell’intelligence. Conosciuto come il “Remote Viewer numero 1” del programma Stargate dell’esercito americano, McMoneagle ha ricevuto la Legion of Merit per aver fornito informazioni cruciali in oltre 200 casi di intelligence militare.

Il “Remote Viewing” è un protocollo che, secondo i suoi sostenitori, permette di visualizzare luoghi lontani o eventi passati attraverso la mente,. Ed è proprio grazie a questa tecnica che McMoneagle afferma di aver visitato Marte… un milione di anni fa.

Umani giganti e “Camere di Ibernazione”

Durante una sessione commissionata dal Dipartimento della Difesa (DOD), McMoneagle fu incaricato di visualizzare specifiche coordinate marziane nel 1.000.000 a.C.. Ecco cosa ha descritto:

  • Esseri Umani Giganti: Ha riferito di aver visto esseri simili a noi, ma alti circa 3-4 metri, che cercavano disperatamente di sopravvivere a un disastro ambientale.
  • Piramidi di Ibernazione: Queste persone si rifugiavano all’interno di enormi piramidi (molto più grandi di quelle di Giza) che fungevano da camere di ibernazione, in attesa di soccorsi che forse non sono mai arrivati,.
  • Un’atmosfera morente: McMoneagle descrisse un sole dall’aspetto “strano” e un’atmosfera che stava diventando irrespirabile, portando la civiltà al collasso.

Le prove fotografiche: “Questo è un osso su Marte”

La parte più scioccante della testimonianza di McMoneagle riguarda le immagini che afferma di aver ottenuto direttamente dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA. McMoneagle racconta di essersi recato fisicamente al JPL e di aver chiesto i negativi di specifiche aree di Marte, riuscendo a ottenerli perché, come dice lui, “abbiamo pagato per quelle foto con le nostre tasse”.

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Schermata dal video su YouTube nel momento in cui McMoneagle mostra foto del presunto osso su Marte.

Tra i documenti che mostra dal suo computer, spiccano elementi che sfidano ogni spiegazione naturale:

  1. L’Osso: Mostra un’immagine di quello che definisce chiaramente un osso adagiato sulla superficie marziana. “Certamente non sembra una pietra”, afferma convinto.
  2. L’Oggetto Tecnologico: Un cilindro lungo circa un metro, con pulsanti e una parte rotante, che giace abbandonato tra le rocce.
  3. Edifici e Mura: Immagini di strutture squadrate, una fila di tre edifici e una scogliera perfettamente dritta lunga 30 miglia, che secondo lui non può essere una formazione naturale.
  4. Lo “Shard”: Una struttura a forma di scheggia alta migliaia di piedi, che proietta un’ombra lunghissima, situata sul bordo di un cratere da impatto.
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Presunti edifici o costruzioni su Marte.

Siamo noi i veri alieni?

McMoneagle spinge la sua analisi oltre: ipotizza che noi stessi potremmo essere i discendenti di quei marziani. Secondo la sua teoria, alcuni sopravvissuti alla catastrofe di Marte potrebbero essere fuggiti sulla Terra, perdendo però col tempo la loro tecnologia e “devolvendo” fino all’uso di pietre e bastoni, per poi ricominciare il ciclo della civiltà.

Conclusioni: Tra scienza e mistero

Mentre Perseverance continua a trivellare il suolo marziano in cerca di microbi, le visioni di Joe McMoneagle ci costringono a guardare al Pianeta Rosso non solo come a un deserto sterile, ma come a un possibile cimitero di una civiltà perduta. Che si tratti di suggestioni psichiche o di verità tenute nascoste nei cassetti della NASA, Marte non smette di interrogarci: siamo soli nel sistema solare, o stiamo solo riscoprendo le nostre radici?


Fonti principali:

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