Il video, mai pubblicato prima, mostra un oggetto volante che compie una manovra per evitare un missile diretto su di lui, per poi sganciare delle sfere e proseguire nella sua traiettoria.
Indice
- Un’udienza storica sul fenomeno UAP
- I testimoni: militari e giornalisti in prima linea
- La questione della protezione degli informatori (Whistleblowers)
- Le preoccupazioni dei membri del Congresso
Un’udienza storica sul fenomeno UAP
Il 9 settembre 2025 il Congresso degli Stati Uniti ha tenuto una nuova e attesissima udienza pubblica sugli UAP (Unidentified Anomalous Phenomena), noti al grande pubblico come UFO. A differenza di molte audizioni passate, quella di ieri ha avuto un’eco internazionale, ripresa non solo dai media americani (ABC News, New York Post, CBS), ma anche dalla BBC, a conferma che il tema non è più relegato a curiosità marginale, bensì materia di cronaca e di politica di sicurezza nazionale.
Il momento più clamoroso è stato la proiezione di un video militare inedito, classificato fino a poche ore prima. La registrazione, ripresa da un drone MQ-9 nel 2024 al largo dello Yemen, mostra un oggetto sferico luminoso che evita un missile Hellfire lanciato contro di lui, compie una manovra evasiva impossibile per la tecnologia conosciuta, rilascia piccole sfere e poi riprende la sua traiettoria indisturbato.
Le immagini hanno lasciato attoniti i membri della Commissione, e il deputato che le ha presentate ha sottolineato: “Questa è la prova che non stiamo parlando di speculazioni: qualcosa sta sfidando apertamente la nostra tecnologia militare”.
L’udienza è stata presieduta dalla deputata Anna Paulina Luna, che negli ultimi due anni si è distinta come una delle principali promotrici delle indagini sugli UAP al Congresso. Al suo fianco la ranking member Jasmine Crockett, che ha sottolineato come la questione non debba essere terreno di speculazioni, ma un banco di prova per la trasparenza del governo e la tutela dei militari e dei funzionari che scelgono di denunciare.
I testimoni: militari e giornalisti in prima linea
Davanti al Congresso hanno testimoniato figure di peso, alcune già note all’opinione pubblica.
Jeffrey Nuccetelli, ex poliziotto militare e veterano dell’US Air Force, ha ha testimoniato in dettaglio su cinque incidenti UAP avvenuti tra il 2003 e il 2005 presso la Vandenberg Air Force Base, una struttura di massima sicurezza per la difesa missilistica nazionale.

In particolare, il signor Nuccetelli ha descritto:
◦ un “massiccio quadrato rosso incandescente” silenziosamente sospeso su siti missilistici;
◦ un “massiccio velivolo triangolare più grande di un campo da football” che ha sorvolato silenziosamente un punto di controllo prima di allontanarsi a “velocità impossibile”;
◦ un oggetto che è atterrato o si è librato su una pista di volo e poi è ripartito a “velocità impossibile”;
◦ un oggetto sferico di 30 piedi di diametro che manovrava e pulsava sopra la sua casa;
Nuccetelli ha inoltre denunciato il silenzio imposto ai testimoni e ha chiesto tre azioni concrete: finanziare ricerche indipendenti, ridurre la segretezza e proteggere chi decide di parlare.
Alexandro Wiggins sottufficiale capo della US Navy (Senior Chief Operations Specialist) ha riferito di un episodio avvenuto il 15 febbraio 2023, al largo della costa della California meridionale, quando a bordo della USS Jackson osservò, insieme al suo equipaggio, un oggetto luminoso a forma di “tic-tac” emergere dall’oceano, collegarsi con altri tre oggetti simili e poi scomparire simultaneamente con un’accelerazione “istantanea e altamente sincronizzata”, senza boom sonico o propulsione convenzionale. Anche lui ha insistito sull’importanza di protocolli chiari di raccolta dati, di canali di segnalazione senza stigma e di maggiore trasparenza pubblica.
George Knapp, noto giornalista investigativo, ha ricordato decenni di documenti governativi ottenuti via FOIA (Freedom of Information Act), i quali confermano che i militari hanno sempre considerato gli UAP come reali, evasivi e tecnologicamente superiori.

Knapp ha anche parlato del programma segreto sovietico sugli UFO. In particolare ha riferito di aver ottenuto documenti dalla Russia che mostrano come l’Unione Sovietica abbia studiato segretamente gli UFO, incluso un programma chiamato “Thread 3” che cercava di replicare la tecnologia UAP. Ha anche menzionato un incidente del 1982 in una base missilistica ICBM russa dove gli UFO hanno attivato i codici di lancio dei missili, che non potevano essere disattivati finché gli UFO non sono scomparsi. Ha citato anche affermazioni di Robert Bigelow e Lockheed Martin riguardanti il recupero di “materiale insolito che non è stato prodotto qui”.
La questione della protezione degli informatori (Whistleblowers)
Come già emerso in altre udienze e testimonianze avvenute negli anni recenti, spesso i membri degli apparati militari che dichiarano avvistamenti o si trovano in posizione di dover denunciare fenomeni inspiegabili si trovano a dover fronteggiare delle minacce “interne”.
Gli informatori infatti rischiano la carriera, la reputazione, l’autorizzazione di sicurezza e persino la libertà. Dall’udienza è risultato che i testimoni vengono spesso “insultati, denigrati o peggio”.
Dylan Borland (ex specialista in intelligence geospaziale dell’USAF) ha denunciato anni di ritorsioni, blacklist lavorative e pressioni da parte di agenzie di intelligence dopo essere diventato whistleblower.
Borlad ha raccontato di aver visto di persona, nel 2012, un triangolo volante di 30 metri sulla base di Langley, con caratteristiche “impossibili” per qualsiasi tecnologia nota. Successivamente, coinvolto in programmi classificati, ha avuto conferma dell’esistenza di progetti segreti di recupero e studio di tecnologie non umane.
Joe Spielberger (Project on Government Oversight) ha invece portato l’attenzione sul tema delle tutele legali per i whistleblower, spiegando come chi denuncia abusi o rivela informazioni sugli UAP sia spesso vittima di intimidazioni, perdita del lavoro e campagne di screditamento. Ha ribadito che la protezione dei testimoni è cruciale per mantenere la fiducia dei cittadini.
Inoltre Spielberg, che in sede di udienza rappresentava il Progetto di Supervisione Governativa (POGO), ha sottolineato l’importanza degli informatori per l’attività di controllo del Congresso e per smascherare sprechi, frodi e abusi di potere.
Durante l’incontro è stata unanimemente riconosciuta la necessità di protezioni più forti per gli informatori e di “canali sicuri ed efficaci per effettuare divulgazioni lecite”. Sono stati menzionati atti legislativi come l’UAP Disclosure Act del 2025 e l’UAP Whistleblower Protection Act come passi importanti per garantire trasparenza e protezione.
Le preoccupazioni dei membri del Congresso
L’udienza del 9 settembre 2025 rappresenta, probabilmente, una svolta o quantomeno un salto di qualità nella discussione ufologia: per la prima volta il pubblico ha visto un video di un UFO che interagisce con armamenti, resistendo a un attacco diretto. Non più semplici “luci nel cielo”, ma un fenomeno che tocca direttamente la sicurezza nazionale e la supremazia tecnologica degli Stati Uniti.
Come ha detto un membro della Commissione: “Non sappiamo se questi oggetti appartengano ad avversari, a programmi segreti o a qualcosa di ancora ignoto. Ma il fatto che la verità venga nascosta al Congresso e al popolo americano è inaccettabile.”
Dopo questo video, ci sarà una maggiore trasparenza? Oppure, come in passato, nuove rivelazioni verranno insabbiate?
Quel che è certo è che, dopo l’udienza di ieri, il fenomeno UAP non potrà più essere liquidato come fantascienza. È entrato ufficialmente nel cuore del dibattito politico globale.
Per chi volesse rivedere l’intera udienza (in lingua inglese), ecco il link al video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=mu9mw6GHPEM







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