In una delle interviste più personali e dirette mai rilasciate, – uscita sul sito LiberationTimes.com – Lue Elizondo, l’ex capo dell’AATIP (il programma segreto del Pentagono per l’identificazione delle minacce aerospaziali avanzate), ha dichiarato che il processo di disclosure(rivelazione) sugli UAP è ormai inarrestabile.
Elizondo, che ha recentemente rivelato di essere nello spettro autistico, vede questa battaglia non solo come una questione di politica, ma come un imperativo morale. Secondo Elizondo, “non si torna indietro”: il treno della rivelazione è già in corsa e le implicazioni per l’umanità sono profonde e potenzialmente destabilizzanti.
Indice
- Lo shock ontologico e la ridefinizione dell’essere umano
- Ibridi e possibili interferenze nell’evoluzione umana
- Presenze e anomalie sulla luna
- La corsa geopolitica e il rischio di restare indietro
- Amnistia per i testimoni e i nuovi “gatekeeper”
- La metafora dello zio Jimmy: l’umanità come strumento
Lo shock ontologico e la ridefinizione dell’essere umano
Il tutto è stato pubblicato in un articolo sul giornale / blog online Liberation Times, il 3 giugno 2026. Una lunga intervista riportata informa di dialogo e commento tra Luis Elizondo e il fondatore del sito, Christopher Sharp.
Elizondo avverte che la piena consapevolezza della realtà UAP porterà a quello che definisce uno “shock ontologico”. Non si tratta solo di ammettere che esistono oggetti non umani nei nostri cieli, ma di mettere in discussione cosa significhi essere umani.
Egli suggerisce che gran parte della paura collettiva derivi dall’ego umano e dalla presunzione di essere la specie “alfa” al vertice della creazione. La realtà potrebbe costringerci a riconsiderare le nostre convinzioni sull’evoluzione, poiché le prove potrebbero mostrare che l’intelligenza non umana (NHI) non è affatto separata da noi.
Ibridi e possibili interferenze nell’evoluzione umana
Uno dei punti più controversi toccati nell’intervista riguarda la possibilità che gli esseri umani siano dei “ibridi”. Sebbene Elizondo precisi che all’interno dell’AATIP il suo focus fosse sugli aspetti tecnici (“bulloni e dadi”), ammette che altri esperti all’interno dell’organizzazione, tra cui immunologi e scienziati di alto livello, erano focalizzati sulla componente biologica. Questi ricercatori erano convinti che ci fosse stata una sorta di interferenza esterna nell’evoluzione umana in un lontano passato. Elizondo pone una domanda inquietante: se questo fosse vero, quanto controllo abbiamo davvero sul nostro destino? Siamo forse “le scimmiette domestiche di qualcun altro”?.
Presenze e anomalie sulla luna
Elizondo ha risposto con un secco “sì” alla domanda se avesse conoscenza, diretta o indiretta, di un’intelligenza non umana sulla Luna. Esistono informazioni classificate che indicano come il nostro satellite sia, o sia stato, di particolare interesse per entità non umane.

Con il ritorno dell’umanità sulla Luna, Elizondo prevede la scoperta di manufatti o tracce di abitazione, simili a quanto si sospetta stia già accadendo su Marte. Egli sottolinea che la vita potrebbe essere molto più pervasiva di quanto pensiamo e che non necessariamente deve seguire le regole biologiche a noi note.
La corsa geopolitica e il rischio di restare indietro
Il tema della disclosure ha anche una forte valenza geopolitica. Elizondo afferma che la Cina ha già ammesso di avere un proprio programma di studio sugli UFO e che la competizione internazionale è già in fase avanzata. Il rischio, secondo l’ex ufficiale, è che gli Stati Uniti perdano l’iniziativa politica lasciando che sia un avversario a fare l’annuncio più importante della storia moderna. Anche il Regno Unito è stato avvertito: Elizondo suggerisce che il governo britannico dovrebbe avviare conversazioni interne urgenti tra i propri servizi di intelligence (MI5, MI6, GCHQ) per non farsi trovare impreparato.
Amnistia per i testimoni e i nuovi “gatekeeper”
Per sbloccare il segreto, Elizondo ritiene indispensabile la concessione di un’amnistia o immunità per coloro che sono coinvolti nei “programmi legacy” (i programmi segreti di recupero e studio di tecnologie non umane). Molte di queste persone, pur agendo ai margini della legalità, credevano sinceramente di servire il proprio Paese. Riguardo al leggendario gruppo di controllo noto come MJ-12, Elizondo suggerisce che, sebbene quel nome possa non essere più attuale, la struttura esiste ancora, forse sotto nuovi nomi come “MJ-27”.

La metafora dello zio Jimmy: l’umanità come strumento
L’intervista si chiude con una riflessione cupa basata sulla metafora dello “zio Jimmy”, tratta da un’opera di Tom DeLonge. Nella storia, un contadino usa dei terrier per cacciare i ratti; una volta finito il lavoro, si sbarazza anche dei cani perché non vuole che il problema dei ratti diventi un “problema di cani”. Elizondo invita a considerare che un’intelligenza non umana potrebbe non avere valori umani, empatia o moralità. Potrebbe agire per pura logica, trattando l’umanità non come un interlocutore alla pari, ma come uno strumento in una lotta o in un progetto che non siamo ancora in grado di comprendere.







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