Ho visto un UFO: Guida pratica e scientifica su cosa fare dopo un avvistamento

Ho visto un ufo cosa fare come riportarlo una guida pratica e scientifica se hai avvistato disco volante o altro fenomeno inspiegabile

Hai appena visto un ufo, magari proprio un disco volante, e ora tra lo stupore e meraviglia ti chiedi cosa fare di questa esperienza? Osservare un oggetto volante non identificato è un fatto straordinario che tocca corde profonde. Ma prima di trarre conclusioni, è utile escludere anche cause più terra terra, e capire come gestire razionalmente questa esperienza.

Cosa fare è interamente una tua scelta. Sappi però che esiste anche la possibilità di riportare il fatto all’Aeronautica Militare attraverso un modulo reperibile online (lo trovi anche qui nei link più in basso) e da consegnare ai Carabinieri, per contribuire all’analisi dei fenomeni insoliti che compaiono nei nostri cieli.

Indice

UFO, OVNI o UAP? Definiamo l’esperienza

Iniziamo col dare un nome a ciò che hai visto. Sebbene nel linguaggio comune si usi il termine UFO (Unidentified Flying Object), in Italia è talvolta utilizzato un acronimo dal suono un po’ di vintage: OVNI (Oggetto Volante Non Identificato). Recentemente, la comunità scientifica e militare preferisce il termine UAP (Unidentified Aerial Phenomena), una definizione più ampia che include non solo oggetti solidi, ma anche fenomeni atmosferici o luminosi insoliti.

A nostro parere si possono distinguere due grandi categorie di esperienze di oggetti volanti non identificati:

  1. Osservazioni anomale: il primo caso è l’osservazione di qualcosa di anomalo che non si riesce bene a identificare, per esempio luci strane, globi luminosi o movimenti aerei non convenzionali che non permettono di distinguere una forma precisa.
  2. Oggetti definiti: il secondo caso, forse meno frequente, è quando l’osservatore distingue una forma definita e chiara, come il classico “disco volante” o strutture geometriche ben definite; in pratica rientra in questa categoria di avvistamenti chi può dire: “ho visto un disco volante!”.

Il primo passo: l’osservazione razionale e la raccolta dati

Innanzitutto bisogna dire che è frequente osservare in cielo cose non consuete e non riuscire a identificarle.

Perciò, passato l’entusiasmo iniziale, la cosa più importante da fare è prendere nota di quanti più dati e dettagli possibili. La memoria umana non è una registrazione perfetta e tende a ricostruire i ricordi in base allo stato emotivo del momento. Per questo, documentare subito l’evento è fondamentale. Ecco cosa annotare:

  • Posizione e orario: Dove ti trovavi e l’ora esatta (se possibile) dell’avvistamento.
  • Coordinate spaziali, anche se approssimative: Riesci a individuare il punto del cielo in cui è apparso l’oggetto e la sua traiettoria rispetto a punti di riferimento fissi come tetti, alberi o costellazioni?
  • Aspetto: Forma, colore, luminosità (era simile a una stella o a un faro?) ed eventuali suoni o scie prodotte.
  • Movimento: Era fermo, si muoveva in linea retta o compiva brusche accelerazioni?.

Escludere i fenomeni spiegabili

Tenere traccia dei dati osservativi inoltre può essere utile a escludere cause note. Ci sono infatti un sacco di satelliti in orbita, oltre a frequenti lanci di razzi che in alta atmosfera possono dare luogo a fenomeni luminosi, spirali e simili che da terra colpiscono immaginazione.

Poi non dimentichiamo Venere, molto luminoso, persino la Luna, e poi la stazione spaziale internazionale che percorre con le sue orbite l’intera volta celeste, ed è molto luminosa e ben visibile. Tutte cose che possono dar luogo a forte emozione e fanno dire: ho visto un ufo! Anche bolidi e meteore possono stupire non poco. Insomma è giustificato e doveroso, prima di parlare di “alieni”, eliminare le alternative spiegabili e convenzionali.

Riassumendo, alcune delle cause più frequenti di errore includono:

  • Pianeti e stelle: Venere è spesso il principale colpevole. È l’oggetto più luminoso del cielo dopo il Sole e la Luna, e a causa dei venti in alta quota può sembrare che scintilli o si muova.
  • La Stazione Spaziale Internazionale (ISS): Appare come un punto luminoso molto brillante e costante che attraversa il cielo in circa 5-10 minuti.
  • Satelliti e lanci spaziali: La costellazione di satelliti Starlink può apparire come una catena di luci in movimento. Anche i rientri di detriti spaziali o i lanci di razzi possono creare spirali luminose suggestive.
  • Fenomeni naturali: Bolidi (meteore molto luminose), lanterne cinesi o miraggi dovuti a inversioni termiche.

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Come segnalare l’avvistamento alle autorità

Poi ci sono casi davvero insoliti. Si tratta di osservazioni straordinarie che spesso si tramandano nelle famiglie come racconti: “Ah, ricordo che il mio parente aveva visto un disco volante…”. L’Importante è ribadire che ognuno può fare ciò che vuole di queste esperienze: tenerle per sé, raccontarle, scriverne… come si preferisce.

Tuttavia, la possibilità di riportare tali eventi alle autorità militari è una notevole opportunità. E questa possibilità è in una certa misura una tutela dell’anonimato dell’osservatore, oltre che un beneficio per la raccolta pubblica di dati che possono essere utili da un punto di vista strategico e scientifico.

In Italia, infatti, esiste una procedura ufficiale per chi desidera segnalare un avvistamento. Dal 1978, in seguito a una massiccia ondata di segnalazioni, l’allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti designò l’Aeronautica Militare come l’organismo istituzionale incaricato di raccogliere e monitorare i dati sugli OVNI.

Se ritieni che il tuo avvistamento meriti un’indagine tecnica per la sicurezza del volo o nazionale, puoi:

  1. Scaricare il modulo ufficiale dal sito dell’Aeronautica Militare (ecco il link alla pagina dell’Aeronautica sugli OVNI).
  2. Compilarlo con tutti i dettagli tecnici richiesti.
  3. Consegnarlo alla più vicina stazione dei Carabinieri.

L’Aeronautica effettuerà un controllo incrociato con i dati del traffico aereo e i fenomeni naturali noti. Se non viene trovata una spiegazione, il caso viene ufficialmente catalogato come OVNI.

Annualmente, poi, la stessa Aeronautica Militare diffonde un bollettino con il resoconto degli avvistamenti riportati nel periodo precedente. Ecco un grafico che riassume gli avvistamenti degli ultimi decenni (tratto dal sito ufficiale dell’Aeronautica Militare, pagina sugli OVNI):

GRAFICO TORTA

L’aspetto psicologico: tra condivisione e timore del ridicolo

C’è anche da dire che raccontare troppo in giro la propria esperienza “paranormale” può essere fonte di ridicolo, perché la cultura di massa ancora non ha accolto appieno la possibilità degli ufo. Perciò sappiate che il rischio di venire ridicolizzati o presi in giro, anche proprio da chi ci sta attorno e da cui pensavamo di avere ascolto e sostengo, può rivelarci amare delusioni.

Dunque, cosa fare della propria esperienza a livello personale? Non sorprende che molti scelgano di tenerla per sé, quasi come un tesoro privato o un segreto di famiglia. Altri sentono il bisogno di raccontarla. Tuttavia, bisogna essere consapevoli che la cultura di massa non sempre accoglie queste storie con apertura.

È importante mantenere una flessibilità mentale: essere aperti alla possibilità di qualcosa di straordinario senza però trasformare l’avvistamento in un dogma di fede incrollabile. Sii felice di aver vissuto queste esperienze; che si tratti di un fenomeno naturale ancora poco compreso o di qualcosa di più esotico, resta un momento di meraviglia che arricchisce la tua visione del cosmo.

Di seguito alcune fonti utili e link tra cui di nuovo il modulo dell’Aeronautica per riportare l’avvistamento di ufo.

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