Autore: UfoItalia.it

  • Un anno di ufo: le rivelazioni dell’anno trascorso e le nuove prospettive per il 2025

    Un anno di ufo: le rivelazioni dell’anno trascorso e le nuove prospettive per il 2025

    Il 2024 è stato ricco di eventi riguardanti gli oggetti volanti non identificati. Negli USA il tema ufologico non è mai stato all’ordine del giorno come negli ultimi mesi. Molti i momenti chiave dell’“anno ufologico” appena trascorso: la pubblicazione del libro di Luis Elizondo, Imminent, l’udienza pubblica sul tema Uap al Congresso del 13 novembre, e infine una serie quasi ininterrotta di avvistamenti di misteriosi “droni” soprattutto nel New Jersey, tra novembre e dicembre, ma alcuni anche in Europa sulle basi militari nel Regno Unito. 

    E le attese per il 2025 rimangono molte: c’è chi pensa che l’amministrazione Trump possa spingere per una maggiore trasparenza; lo scopriremo a breve con l’insediamento del Presidente il 20 gennaio. In ogni caso, è probabile che durante l’anno emergeranno nuovi testimoni in grado di rilanciare il dibattito pubblico, soprattutto sul versante dei programmi di presunto recupero e retroingegneria di velivoli non terrestri.

    Indice

    Imminent: il libro dell’ex direttore del programma ufo del Pentagono

    Ad agosto 2024 è uscito il libro molto atteso dell’ex direttore dell’ufficio del Pentagono preposto a indagare gli uap, Luis Elizondo. Con un titolo ricco di suspense (Imminent), il libro è una testimonianza che forse deve essere ancora compresa appieno dal pubblico nella sua portata. Molte le tematiche toccate dall’autore, ma in sostanza Elizondo conferma tante voci che da decenni circolano tra gli appassionati di ufologia: non siamo soli, e i governi del mondo ne sono al corrente, primi fra tutti gli Usa. 

    L’udienza pubblica del 13 novembre 2024

    Ben 4 testimoni quest’anno si sono presentati a rispondere all’udienza tenutasi il 13 novembre al Congresso Usa sul tema degli UAP. L’ammiraglio in pensione Tim Gallaudet è stato il più audace con le sue affermazioni a sostegno della tesi per cui non siamo soli sulla Terra. Interessante anche il documento portato dal giornalista Michael Shellenberger, sul programma Immaculate Constellation: un progetto di cattura di immagini e video in alta risoluzione di uap. Tuttavia, il documento gli è stato portato da una fonte anonima.


    Droni – o ufo? – fuori controllo

    Gli ultimi mesi del 2024 hanno visto un susseguirsi di avvistamenti di misteriosi oggetti volanti. I media e le agenzie di sicurezza hanno sbrigativamente parlato di “droni”. Ma nessuna delle rassicurazioni delle autorità ha soddisfatto l’opinione pubblica. 

    I militari, infatti, pur assicurando che “non c’è alcun rischio per la cittadinanza”, si sono detti ignari dell’origine e degli scopi di quegli oggetti, che sembrano avere un’autonomia indefinita, si presentano di notte sugli abitati e su alcune basi militari, e se ne vanno senza lasciare traccia.

    Il fenomeno non è per nulla esaurito e capita di frequente di vedere sui social, specie su X, filmati di persone che osservano strane luci presentarsi di notte sopra i loro quartieri. A volte somigliano effettivamente a droni, almeno nella disposizione delle luci, altre volte appaiono come globi luminosi.

    La natura così strana di questo fenomeno spinge a pensare che potrà ancora essere protagonista dei prossimi mesi. Possiamo immaginare due sviluppi: o andrà esaurendosi, e non sapremo mai che cosa sono quegli strani oggetti e chi vi è all’origine, oppure continuerà, forse anche intensificandosi e diffondendosi, e allora non potrà più essere sminuito dalle autorità.

    Di certo i presunti droni rappresentano una delle ondate di avvistamenti di oggetti non identificati più significative della storia recente.

    La scomparsa di Jimmy Carter, il Presidente che avvistò un ufo

    Tra Presidenti americani e ufo c’è sempre stato un rapporto difficile: tanti di loro in campagna elettorale hanno dichiarato di voler rivelare il più possibile, ma una volta eletti si sono trovati di fronte ai veti della “sicurezza nazionale”.

    Negli ultimi giorni del 2024 è venuto a mancare, all’età di 100 anni, l’ex presidente USA e premio nobel Jimmy Carter. Lo ricordiamo qui per un aneddoto che lui stesso più volte raccontò, e che rappresenta un elemento distintivo della sua persona nel suo cammino politico. 

    Prima di diventare presidente e ancora prima di diventare governatore della Georgia, nel 1969 si trovò a tenere un discorso presso un Lions Club. Mentre si apprestava a parlare, lui e una ventina di altri testimoni videro una strana luce, dietro una serie di alberi. La luce si avvicinò e cambiò colore più volte.

    Quell’episodio segnò profondamente Carter, che degnò sempre di ascolto e rispetto chi diceva di aver visto un ufo. In campagna elettorale promise di rivelare tutti i segreti al riguardo, ma poi sembra che un incontro avuto con l’allora capo della CIA, George Bush senior, ridimensionò bruscamente le sue speranze. 

    Il Fatto Quotidiano racconta in un articolo la vicenda, e riporta che lo stesso Carter dovette desistere proprio in virtù – di nuovo – della “sicurezza nazionale”. 

    Ma che cosa c’è di così misterioso, inquietante, o sconvolgente che obbliga le autorità a tenere all’oscuro la gente dal mistero degli ufo? Chissà se con l’anno a venire lo scopriremo…

    Il 2025 e gli ufo: Trump sarà il presidente della rivelazione?

    Mancano soltanto una ventina di giorni all’insediamento di Donal Trump alla Casa Bianca per il suo secondo mandato. Molti si aspettano che sarà il presidente che darà una svolta al discorso pubblico sugli ufo / uap. Questo almeno è un auspicio, in virtù dell’impostazione politica personale che ha voluto dare alla sua candidatura: quella di un presidente che vuole ricucire la distanza tra governo ed elettori, semplificando l’apparato burocratico. Il popolo ha diritto di sapere, sembra il messaggio che l’ufologia si aspetta venga sostenuto da Trump. Vedremo.

    Intanto, in una recente puntata del suo podcast, il noto speaker Joe Rogan si è espresso cautamente: non pensa che Trump si esporrà più di tanto sugli ufo. Rogan ha detto che durante le interviste che ha avuto modo di svolgere con l’ormai Presidente rieletto, Trump gli è sembrato piuttosto riservato sull’argomento.

    Certo, bisogna riconoscere che Donald ha mostrato una disponibilità mai vista prima in un presidente a commentare i recenti avvistamenti da parte di piloti militari. Inoltre si è pronunciato anche riguardo ai recenti avvistamenti di droni, criticando più che altro la gestione da parte dell’uscente amministrazione Biden.

    Qui un articolo dell’Huffington post sulle dichiarazioni di Joe Rogan.

    Nuove udienze pubbliche e possibili testimoni

    Come scrive il giornale online space.com (in inglese, qui traduciamo): 

    «Sembra onesto dire che quest’anno è stato probabilmente un voltapagina nel definire e perfezionare l’interesse per i fenomeni anomali non identificati (UAP). […] Ci sono state audizioni pubbliche al Congresso e diverse riunioni a porte chiuse [i cosiddetti SCIF]. Alcuni “Whistleblowers” hanno raccontato di oggetti recuperati e sforzi super segreti di retro ingegneria per guardare sotto il cofano delle navi recuperate. Ci sono state persino affermazioni di reperti “biologici” non umani estratti dal relitto di imbarcazioni schiantate.»

    Ma che cosa possiamo attenderci e quali saranno i prossimi sviluppi, almeno in America, dove si sta concentrando la maggiore attenzione in tema ufo, nel 2025?

    Come prosegue lo stesso giornale online, che ha intervistato alcuni esperti di ufo e giornalisti:

    «L’anno prossimo vedrà più audizioni del Congresso, possibilmente legislazione aggiuntiva, e riterrà pubblicamente responsabile l’ufficio AARO del Dipartimento del DoD, osserva Jeff Gould che gestisce l’UAP News Center, un sito web informativo che trova e si collega alle notizie quotidiane sugli UFO.

    “Il Congresso è stato chiaramente profondamente interessato alla questione negli ultimi tre anni. Prevedo che continueranno a perseguire l’argomento UAP”, ha detto Gould. Si aspetta che più ex funzionari governativi si fanno avanti per parlare dell’argomento.»

    Deputati e Senatori americano sono interessati al discorso sugli Uap perché costituisce un elemento strategico di difesa e sicurezza nazionale. Ci saranno dunque probabilmente altre udienze, sia pubbliche che private. Nelle udienze precedenti è stato più volte sollevato il tema di programmi di ricerca e recupero di materiali non terrestri, come avevano riferito già il testimone David Grusch e altri personaggi dopo di lui. 

    Dunque l’auspicio ora è che la pressione della politica – che su questo tema è bipartisan, tra democratici e repubblicani – porti a nuove testimonianze da parte di chi lavora a questi presunti programmi. La tutela dei testimoni sarà cruciale affinché essi siano incoraggiati a parlare, garantendo loro di non incorrere in sanzioni per la rivelazione di informazioni riservate.

    Scienza e curiosità potranno essere determinanti

    Di certo è che la curiosità umana può molto, e il mondo scientifico deve ancora entrare seriamente in scena riguardo agli ufo / uap. Da troppo tempo attendiamo un apporto costruttivo e diffuso da parte di ricercatori di ogni provenienza e disciplina. 

    Finora soltanto alcuni di loro si sono coraggiosamente esposti, come Avi Loeb, Garry Nolan e pochi sparuti altri. 

    Possiamo aspettarci perciò un aumento degli articoli scientifici pubblicati sul tema ufo / uap, e si spera che i centri di ricerca – per la verità pochi – che si occupano di ufo possano rendere noti alcuni risultati delle loro ricerche. 

    Pensiamo in particolare al Galileo Project di Harvard (guidato sempre da Avi Loeb), la Sol Foundation dell’Università di Stanford (un think tank che raccoglie studiosi e personalità interessate a tutti gli aspetti degli uap), e eventualmente anche il SETI Institute.

    Tutti noi possiamo approfondire, informarci, guardare di più il cielo. In fondo è gratis, e qualsiasi fenomeno osserveremo, naturale o di più incerta identificazione, ci regalerà emozioni e ne resteremo affascinati.

    Buon anno di nuove osservazioni.

  • Ex astronauta della Nasa: due sfere metalliche hanno sfiorato il mio aereo

    Ex astronauta della Nasa: due sfere metalliche hanno sfiorato il mio aereo

    Mentre continua l’ondata di misteriosi “droni” in New Jersey, un ex astronauta della NASA, Leroy Chiao, esperto di missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale, racconta di aver avvistato “due sfere metalliche” lo scorso agosto. Ha quasi rischiato una collisione aerea con i due oggetti non identificati mentre volava suo aereo verso il Texas. 

    Video e testimonianze di strani oggetti si susseguono ormai senza sosta nel New Jersey. Luis Elizondo, ex capo dell’ufficio Ufo del Pentagono, dichiara che la Casa Bianca sta mentendo sulla vera natura dei droni.

    Indice

    L’astronauta intervistato per i misteriosi “droni” nel New Jersey

    A raccontare la vicenda è Leroy Chiao, ex astronauta, ex comandante della Stazione Spaziale Internazionale, mentre era in collegamento il 20 dicembre 2024 con NewsNation proprio per portare la sua opinione su ciò che continua ad interessare larga parte della regione est degli Stati Uniti: la misteriosa ondata di droni concentrata soprattutto sullo Stato del New Jersey. 

    Un fenomeno che va avanti da settimane, non accenna a diminuire e ancora non trova riposte soddisfacenti da parte delle autorità.

    Ecco il video dell’intervista, in inglese, e di seguito la trascrizione dei punti più salienti:

    L’ex astronauta Leroy Chiao, a capo di importanti missioni sulla ISS nel 2004 e 2005, intervistato da NewsNation sulla questione dei droni, si mostra preoccupato per la mancata trasparenza delle autorità. L’astronauta racconta poi il suo personale avvistamento di oggetti non identificati durante un volo sul suo aereo.

    «Che cosa ne pensa?» Ha chiesto il giornalista all’astronauta.

    «É piuttosto misterioso. È difficile credere che il nostro governo non sappia che cosa stia succedendo. All’inizio quando questi droni sono spuntati ho pensato che si trattasse di qualche programma militare. Ma se non si tratta di ciò, la cosa è più preoccupante.»

    E ha menzionato altre possibilità, quali «uno Stato con cattive intenzioni che ci sorvegli e sperimenti ciò che è in grado di fare.»

    Ma ha aggiunto anche che il fenomeno «sembra essere troppo diffuso e organizzato per essere qualche tipo di scherzo. Sarebbe troppo costoso.»

    «Il nostro governo nega di conoscere ciò che sta accadendo… Perciò sono altrettanto perplesso quanto lei» ha dichiarato al giornalista dell’emittente tv. 

    L’avvistamento raccontato dall’ex astronauta

    Subito dopo, il conduttore di NewsNation gli ha chiesto: «Ha avuto lei stesso un incontro ravvicinato, esatto? Che cosa è accaduto, che cosa pensa che fosse?»

    «Sì esatto. Era agosto [di quest’anno, si presume], stavo tornando indietro dal Colorado sul mio aereo privato. Stavo tornando verso Huston nel mio piccolo aereo. Mi trovavo a circa 9mila piedi, quando improvvisamente sono spuntate fuori dal nulla queste due grosse sfere metalliche. Una sopra l’altra, circa 3 piedi di diametro ciascuna [circa un metro].»

    illustrazione di fantasia che rappresenta l'incontro raccontato da Leroy Chiao con due sfere metalliche mentre pilotava il suo aereo verso Houston
    illustrazione di fantasia che rappresenta l’incontro raccontato dall’ex astronauta Leroy Chiao con due sfere metalliche mentre pilotava il suo aereo verso Houston

    «Sono passate a pochissima distanza dal vetro del mio aereo, circa 20 piedi [6 metri]. E sono riuscito a vederle solo per un secondo, è stato così veloce, non ho avuto nemmeno modo di spaventarmi. Ma non sarebbe andata bene se mi avessero colpito»

    Leggi anche l’Approfondimento: Sfere metalliche in cielo: che cosa sono?

    «Cosa pensa che fossero?» gli ha chiesto il giornalista.

    «È un mistero. Non comparivano sul mio radar, il controllo del traffico aereo non mi ha avvistato di nulla, non erano sul mio display che mostra gli aerei dotati di transponder.

    Perciò non so che cosa fosse. Il mio primo pensiero è stato: qualche tipo di programma militare, qualche tipo di drone… Ma sa, è difficile dire cosa fosse», ha risposto sorridendo l’ex astronauta.

    Nel complesso si è detto più preoccupato per la potenziale mancata collisione aerea, e ha dichiarato che in quanto pilota terrà più alta l’attenzione. 

    «Il governo dovrebbe dirci cosa sanno» riguardo ai droni

    «Crede che il governo stia facendo abbastanza?», l’ha incalzato il giornalista riguardo alla questione dei droni.

    «Ecco, credo che potrebbe essere più trasparente. Penso che dovrebbero dirci che cosa sanno. 

    Come ho detto prima, se davvero non sapessero di cosa si tratta, questo sarebbe ancora più preoccupante, no? Abbiamo le migliori capacità militari e tecnologiche nel mondo, e se davvero non sanno di cosa si tratta, è ancora più preoccupante.»

    L’astronauta Leroy Chiao, foto Nasa.

    Leroy Chiao, ricordiamo, ha servito come comandante della Spedizione 10 alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel 2004 e nel 2005.

    Luis Elizondo: la Casa Bianca sta mentendo sulla vera natura dei droni.

    Di fronte alla disarmante incapacità di fornire risposte, da parte delle autorità americane, di fronte a quella che appare una vera e propria ondata di oggetti volanti non identificati, si leva ormai un coro di voci fortemente critiche. 

    Per dare un’idea dell’arrendevolezza della sicurezza USA di fronte ai presunti “droni”, ecco cosa dichiarava un rappresentante del Dipartimento della Sicurezza Nazionale mercoledì 11 dicembre: «Non abbiamo informazioni su da dove provengono questi droni, da dove stanno partendo, da dove stanno atterrando».

    Anche se è naturale che alcuni degli avvistamenti in aumento, soprattutto là dove la popolazione è preoccupata, potrebbero essere semplici casi di erronea identificazione, gli oggetti misteriosi in New Jersey effettivamente continuano a manifestarsi, sfuggendo alle spiegazioni delle autorità.

    E proprio di recente allora uno dei maggiori esperti in materia di UAP (fenomeni aerei non identificati), Luis Elizondo, si è espresso in modo molto critico. 

    Durante un’intervista a distanza con Donald Trump Junior, Elizondo ha affermato che la Casa Bianca sta mentendo agli americani sulla vera natura dei droni. Dure le sue frasi al riguardo:

    «Abbiamo le capacità per abbatterli, semplicemente non vogliamo o non possiamo. Qualcuno ha sollevato motivi validi, del tipo: non vogliamo provocare danni alla popolazione, se li abbattiamo potrebbero cadere sulla gente, colpire le case di qualcuno. 

    Luis Elizondo intervistato a distanza da Donald Trump Jr., il 20 dicembre, offre la sua opinione riguardo la questione irrisolta dei presunti droni non identificati negli USA.

    Eppure ci sono stati incidenti come quello che ha interessato la Guardia Costiera degli Stati Uniti, dove diversi di quei droni hanno bloccato un vascello della Guardia Costiera. Sei in mezzo all’oceano. Perché non puoi abbatterlo laggiù?»

    Elizondo si stava riferendo a un incontro ravvicinato con i “droni” avuto da un vascello della Guardia Costiera americana a inizio Dicembre. I media avevano riportato l’accaduto, ad esempio il sito TheWarZone scrisse che “La Guardia Costiera degli Stati Uniti ha confermato un incidente con una delle loro navi al largo del New Jersey che è stata seguita da aerei non identificati.”. In un comunicato stampa la Guardia Costiera aveva ammesso che «Più aerei a bassa quota sono stati osservati nelle vicinanze di una delle nostre navi vicino all’Island Beach State Park, nel New Jersey».

    «Non ha senso.» – Ha proseguito Elizondo durante l’intervista – «La spiegazione per cui: oh sono là fuori, ma non possiamo abbatterli, e non sappiamo da dove vengono, non sappiamo dove stanno andando e cosa sono capaci di fare, e  compaiono sopra obiettivi sensibili come basi militari, penso che sia non solo totale non senso, ma anche un disservizio al popolo americano.»

  • L’ondata di “droni” continua. «Come un film di fantascienza»

    L’ondata di “droni” continua. «Come un film di fantascienza»

    Sta sfuggendo sempre più di mano la misteriosa ondata di oggetti non identificati, sbrigativamente definiti spesso come “droni”, che da novembre interessa molte città americane. Il New Jersey è una delle zone più interessate, ma si stanno moltiplicando i luoghi di avvistamento. Sono veri e propri velivoli non identificati, UAP, che compaiono di notte. Non si sa da dove arrivino, né dove si nascondano.

    Alcuni comunicati delle massime autorità in fatto di intelligence e sicurezza (FBI, Pentagono) non hanno aiutato a calmare la popolazione, poiché hanno sminuito la vicenda dichiarando che “tali oggetti non costituiscono una minaccia per la popolazione”.

    Al contrario, le autorità locali come polizia e amministrazioni pubbliche si dicono preoccupate e non soddisfatte per il mancato supporto da parte del governo centrale, che nulla sembra voler fare sia per rassicurare la popolazione sia per risolvere la faccenda.

    Tanti i testimoni degli avvistamenti

    Nel frattempo aumentano le testimonianze di avvistamenti di questi “droni”. La gente ormai si aspetta di vederli quasi ogni sera alzando gli occhi, e infatti gli oggetti puntualmente si ripresentano. Sono testimonianze visuali ma anche registrate con smartphone e videocamere.

    Tra chi ha visto i droni ci sono ad esempio alcuni giornalisti che poi hanno raccontato le loro storie alle emittenti TV e online. Notevole il loro sconcerto e stupore di fronte a quanto si sono trovati davanti.

    In particolare, un cronista di NewsNation, Rich McHugh, originario proprio del New Jersey, ha raccontato che quando è uscito per documentare i presunti droni era molto scettico, ma ha dovuto ricredersi quando ha contato dozzine di oggetti dall’aspetto insolito che non corrispondevano né a tradizionali droni né ad aerei.

    «Ciò che è successo ieri ha cambiato completamente la mia idea su questa storia». Ha raccontato di aver visto oggetti davvero insoliti.

    L’intervista dell’emittente NewsNation ad alcuni testimoni di avvistamenti di “droni”, tra cui un giornalista e due professionisti.

    “Nessun rischio per la popolazione”

    John Kirby, portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca, rispondendo alle domande dei giornalisti ha detto che non ci sono prove che gli oggetti non identificati costituiscano una minaccia.

    Questa è anche la posizione ufficiale di Fbi e delle autorità di sicurezza a livello centrale.

    Alcune caratteristiche di quegli oggetti

    Uno degli aspetti più strani è che i misteriosi “droni” non cercano di nascondersi. Ci si aspetterebbe, ad esempio, che chi compie una qualche operazione di spionaggio si preoccupi di non essere tanto visibile, giusto? Eppure, qualunque sia il loro scopo, possiamo dire che quegli oggetti senz’altro non hanno alcuna paura di mettersi in mostra.

    Le loro luci sono simili alle luci di posizione degli aerei, ma soltanto all’apparenza.

    E poi non è chiara ancora la loro forma. Alcuni testimoni hanno visto velivoli descritti come “ad ala fissa”, altri come simili ad aerei ma non proprio come aerei, ad esempio il cronista di NewsNation ha parlato di oggetti a forma di “U” o di “V”.

    Altri avvistamenti ancora invece riguardavano oggetti luminosi e sferici, dunque corrisponderebbero a una categoria abbastanza “tradizionale” di Ufo, riconducibile alla tipologia dei globi luminosi.

    Si possono riassumere anche se non in modo esaustivo alcune delle informazioni raccolte attraverso le varie testimonianze dei cittadini intervistati e reperibili online:

    • Tali “droni” vengono descritti spesso come aventi le dimensioni di un SUV. Un residente ha detto anche “sono grossi come un garage, sembrava un drone tradizionale sotto steroidi”.
    • Ne sono stati visti gruppi o sciami di decine, anche fino a 50 allo stesso tempo, e vengono segnalati in molti Stati.
    • Si oscurano quando vengono osservati, sfuggono a tentativi di intercettazione e di abbattimento con i tradizionali sistemi anti droni
    • Nessuno ne ha visto uno decollare o atterrare.
    • Rimangono in aria molto più a lungo di quanto sia capace un drone di tipo commerciale.

    Come ha detto Luis Elizondo, intervistato in questi giorni durante un telegiornale, uno sforzo simile per metterli in opera e dimensioni così consistenti degli oggetti necessitano almeno delle risorse di Stato per produrli.

    I media sembrano finalmente accorgersi dell’argomento

    Sono passate settimane da che i primi droni sono stati visti e segnalati, a novembre, ma soltanto adesso i media americani cominciano a dare una copertura degli eventi.

    Trump, Presidente eletto, sembra abbia dichiarato: «Abbatteteli!».

    E online circola almeno un video di un presunto tentativo di abbattimento, da parte di un civile si suppone, che spara con un’arma in direzione di uno di quei droni.

    Alcuni articoli online:

    The New York Times
    What We Know About Reports of Drone Sightings in New Jersey and New York

    The Guardian
    Clusters of unidentified drones spotted in New York and New Jersey

    Ecco alcuni articoli dei giornali italiani che hanno riportato la vicenda:

    Sole24Ore:
    Droni misteriosi, crescono le segnalazioni dal New Jersey a New York. Trump: «Abbatteteli»

    Corriere della Sera
    Ufo, nei cieli del New Jersey e di New York molti avvistamenti di «oggetti volanti»: indaga anche l’Fbi

  • Le bizzarre forme degli Ufo e il programma “Immaculate Constellation”

    Le bizzarre forme degli Ufo e il programma “Immaculate Constellation”

    Una e-mail contenente straordinarie immagini di Ufo, presumibilmente provenienti da avvistamenti militari statunitensi, è trapelata online da una fonte anonima. L’ha rivelata lo youtuber Nathan Latvaitis sul suo canale Strange Mysteries. Se un giorno verranno confermate come realmente autentiche, queste sono tra le migliori immagini mai viste di oggetti volanti non identificati. Gli uap mostrati dalla fonte anonima sono fermi-immagine tratti da filmati da telecamere all’infrarosso, ma alcuni sono anche a colori. Hanno forme insolite e sollevano notevoli interrogativi su chi può averli costruiti.

    Indice

    Mentre continua negli USA l’ondata di misteriosi oggetti e “droni” che sorvolano di notte i centri abitati, oggi il Daily Mail, riprendendo quanto anticipato in video dallo youtuber Nathan Latvaitis (Strange Mysteries), rilancia la notizia di una serie di foto piuttosto nitide di Ufo / Uap, dalle forme molto varie e bizzarre. Alcune di quelle forme non sono troppo lontane da ciò che che tanti testimoni in passato hanno riferito di aver visto (specialmente piloti e militari che hanno avuto incontri ravvicinati). Apparterrebbero – se autentiche – al progetto Immaculate Constellation, finalizzato proprio a documentare in alta risoluzione gli uap.

    Lo scoop dello youtuber Nathan Latvaitis, rilanciato dal Daily Mail

    Un informatore anonimo ha rivelato alcune immagini che apparterrebbero al programma Immaculate Constellation, che si pone lo scopo preciso di documentare in alta risoluzione gli uap / ufo. Eravamo venuti a conoscenza del programma soltanto negli ultimi mesi, grazie al giornalista Michael Shellenberger che aveva a sua volta ricevuto una soffiata anonima.

    Ora, il Daily Mail è uscito con questo scoop, l’11 dicembre, riportando quanto aveva già rivelato lo youtuber Nathan Latvaitis. Infatti, quest’ultimo aveva reso pubbliche per la prima volta tali immagini strane e a tratti inquietanti sul suo canale YouTube chiamato “Strange Mysteries”, dopo aver ricevuto le stesse foto da una fonte anonima che voleva rimanere non identificata.

    “Questa persona mi ha chiesto di oscurare il suo indirizzo email”, ha detto Latvaitis ai suoi follower.

    L’informatore ha affermato di aver avuto accesso a un presunto “programma di recupero” top secret sugli UFO noto come “Immaculate Constellation” – reso famoso lo scorso novembre in un’audizione pubblica davanti al Congresso.

    Le immagini in bianco e nero mostrano UFO “a forma di croce”, dalle forme appuntite, oppure a forma di boomerang, altri triangolari, e c’è anche un cubo, oltre ai classici dischi volanti tradizionali. L’ufo più inquietante è quello denominato “Uap a candeliere” e sembra una stella a molte punte, con lunghe appendici che si dipartono da una forma sferica centrale. Sono oggetti davvero inusuali che sembrano usciti da un film di fantascienza.

    Si tratta dunque di foto davvero uniche, che se autentiche rappresentano una notevole fuga di notizie e sono tra le immagini più nitide mai viste di Ufo.

    I video dove lo youtuber mostra le immagini ricevute

    Ecco un primo video su Youtube di Latvaitis, a cui faranno seguito altri video di approfondimento con ulteriori immagini (riportiamo subito dopo):

    Il secondo video di Latvaitis, dove la fonte anonima invia ulteriori immagini. L’informatore chiede a Latvaitis di non mostrare subito tutte le foto. Infatti, alcune sono oscurate o meglio sfocate, e lo youtuber, rispettando la volontà della fonte anonima, ne fa una descrizione a voce. Brevi titoli sulle immagini spiegano la provenienza o la descrizione in modo succinto. Alcune foto hanno nel titolo “retrieval mission” dunque missione di recupero, presumibilmente di uap abbattuti. Un’altra immagine ha come didascalia “Nave madre con una specie di portellone aperto”:

    Durante altri aggiornamenti video, nuove foto sono state diffuse, tra cui quelle di una sfera metallica e di un oggetto metallico di forma affusolata:

    Le foto

    Ecco alcune delle foto trapelate dalla fonte anonima, come riportate da Latvaitis nei video e poi dal Daily Mail. Sono per lo più in bianco e nero poiché ricavate da sensori che catturano immagini nello spettro dell’infrarosso:

    Continuano gli avvistamenti di “droni” in New Jersey

    Tutto questo avviene mentre continua l’ondata di misteriosi oggetti non identificati che sorvolano in a notturna alcune città americane. In particolare, negli ultimi giorni gli avvistamenti si sono concentrati nello stato del New Jersey e anche sulle città di New York e Philadelphia. In precedenza gli avvistamenti si erano concentrati sulla base militare di Langley, e anche in Europa c’erano stati avvitamenti sulle basi USAF /RAF nel Regno Unito.


    Le agenzie di sicurezza americane non hanno fornito finora spiegazioni soddisfacenti sull’origine e le motivazioni di questi oggetti. Nel frattempo dai cittadini e dalla politica Usa aumenta la pressione e la richiesta di chiarimenti. Vedremo se ci saranno sviluppi nei prossimi tempi su questi avvistamenti, che sono ormai quotidiani nelle località prima menzionate.

    Ecco alcuni articoli recenti sui giornali italiani che parlano di questi misteriosi avvistamenti:

    Repubblica:

    https://www.repubblica.it/esteri/2024/12/09/news/il_mistero_dei_droni_nei_cieli_usa_oggetti_non_identificati_in_volo_per_giorni-423866441

    Corriere della Sera:

    https://misterobufo.corriere.it/2024/12/10/invasione-di-droni-ufo-in-new-jersey-e-a-new-york-scatta-lallarme-tra-la-popolazione/

  • La Luna e i suoi “satelliti”: le sfuggenti Nubi di Kordylewski

    La Luna e i suoi “satelliti”: le sfuggenti Nubi di Kordylewski

    Sapevate che la Luna, il nostro unico satellite, possiede a sua volta dei “satelliti”? Sì, perché ci sono altri elementi che popolano lo spazio condiviso tra il nostro pianeta e la Luna.

    Si tratta delle Nubi di Kordylewski: enigmatiche strutture di polvere orbitale, scoperte da un astronomo polacco negli anni Cinquanta, la cui esistenza è stata confermata solo nel 2018.

    Questa storia affascinante ci parla di un tempo, in fondo non molto lontano, in cui l’astronomia visuale era ancora importantissima e consentiva nuove scoperte scientifiche. Potremmo dire che tutt’ora osservare il cielo ad occhio nudo è rilevante, ma l’inquinamento luminoso e i tanti satelliti e aerei in circolazione non facilitano il lavoro per gli astronomi.

    L’argomento di questo post ci conduce inoltre nel cuore delle dinamiche gravitazionali dei sistemi a più corpi, ben descritte da un grande matematico italiano naturalizzato francese: Joseph-Louis de Lagrange.

    Le Nubi di Kordylewski

    Kazimierz Kordylewski (Poznań, 11 ottobre 1903 – Cracovia, 11 marzo 1981) è stato un astronomo polacco.

    Kazimierz Kordylewski – foto scattata sulla terrazza dell’Osservatorio Astronomico dell’Università Jagellonica di Cracovia (aprile 1964). Fonte: Wikipedia

    Le succinte informazioni che si possono reperire online su di lui (riprendiamo qui con alcune modifiche quanto riportato da Wikipedia, vedi bibliografia e note di utilizzo in fondo) ci dicono che nei suoi studi si occupò di stelle variabili, in particolare di stelle binarie ad eclisse.

    Ma noi vogliamo parlare di una scoperta che l’ha reso “famoso”, nell’ottobre 1956 egli scoprì infatti degli accumuli di detriti che orbitano attorno alla Luna, in virtù delle forze gravitazionali che si instaurano nel sistema Terra-Luna. Quelle nubi hanno ricevuto in suo onore il nome di nubi di Kordylewski.

    Il problema dei tre corpi e i punti di Lagrange

    L’astronomo polacco pensò di applicare alla Luna il modello degli asteroidi Troiani, che si trovano in equilibrio rispetto al sistema Giove-Sole. Egli quindi cercava qualcosa che non si vedeva, almeno non fino a quel momento, ma secondo la teoria poteva esserci.

    Per spiegare in cosa consiste questo tipo di modello, occorre soffermarsi un momento sui meccanismi con cui i corpi di massa ingente interagiscono nello spazio.

    Tra due corpi celesti – ad esempio tra Sole e Terra, o tra un pianeta e un suo satellite – si instaura infatti un legame di attrazione gravitazionale, come ci dice la fisica che conosciamo. Se però a un sistema di due corpi ne aggiungiamo un terzo, diventa più difficile calcolare le velocità e le posizioni dei tre corpi.

    Si tratta di un famoso problema di fisica e matematica, passato alla storia appunto come “problema dei tre corpi”. (esiste anche una serie tv con lo stesso nome, ma qui non ci interessa…).

    La complicazione posta dal problema dei tre corpi fa sì che diventi difficile, o molto complicato, risolvere il sistema per tutte le situazioni.

    Ad alcune soluzioni è riuscito elegantemente a giungervi il grande matematico Joseph-Louis de Lagrange, tanto che alcuni punti gravitazionali in cui si può stabilire una certa stabilità prendono appunto il suo nome: sono i punti di Lagrange.

    I punti di Lagrange in dettaglio

    Nel problema dei tre corpi, i punti di Lagrange sono quei punti nello spazio in cui due corpi dotati di grande massa, tramite l’interazione della rispettiva forza gravitazionale, consentono a un terzo corpo dotato di massa molto inferiore di mantenere una posizione stabile relativamente ad essi.

    Quindi in un sistema planetario (ad esempio una stella con un pianeta, o nel nostro caso il sistema Terra-Luna) se aggiungiamo un piccolo oggetto, come un satellite o un asteroide, sappiamo che se esso si posizionerà in un punto di Lagrange, si manterrà a distanza costante dai corpi celesti
    maggiori.

    Uno schema aiuterà a comprendere facilmente la situazione:

    Schema dei punti di Lagrange per il sistema Terra Luna. Fonte: Wikipedia / NASA

    I punti di Lagrange: culle di stabilità nello spazio

    In un sistema a due corpi, come Terra e Luna, esistono cinque punti specifici (denominati L1, L2, L3, L4, e L5) dove le forze gravitazionali dei due corpi principali e la forza centrifuga si equilibrano.

    Ecco i cinque punti di Lagrange:

    L1: Si trova tra i due corpi principali, lungo la linea che li collega.

    L2: È situato dietro il corpo secondario (nel nostro caso, la Luna), sempre lungo la linea Terra-Luna. È utilizzato da missioni spaziali che richiedono un ambiente stabile e schermato dalla luce solare, come il telescopio spaziale James Webb.

    L3: Si trova sul lato opposto del corpo primario rispetto al corpo secondario.

    L4 e L5: Questi punti formano due triangoli equilateri con i due corpi principali e sono i più stabili nel tempo. È proprio qui che si trovano le Nubi di Kordylewski. Questi punti ospitano anche asteroidi troiani nei sistemi Giove-Sole e Nettuno-Sole.

    Le osservazioni di Kordylewski

    Kordylewski cominciò le osservazioni nel 1951. Inizialmente pensava di trovare corpi di una certa grandezza, ma le ricerche effettuate presso l’osservatorio di Cracovia diedero risultati negativi.

    Seguendo il consiglio del suo collega Josef Wilkowski, continuò le osservazioni a occhio nudo.
 Riuscì a individuare un primo ammasso nell’ottobre del 1956 a circa 60° di distanza angolare dalla Luna, posto sul piano della sua orbita intorno alla Terra, in accordo con il problema dei tre corpi semplificato. Successivamente scoprì anche il secondo componente del sistema, anch’esso situato, come previsto, in uno dei due punti di oscillazione stabile.

    Se ci pensate, è straordinario il fatto che in un’epoca recente, gli anni Cinquanta, si sia compiuta una scoperta simile – l’osservazione di corpi celesti nel sistema solare, seppur vicini a noi – ad occhio nudo!

    Nel marzo del 1961, Kordylewski riuscì anche a fotografarle. Dalle sue osservazioni, l’astronomo riuscì a determinare anche la luminosità delle nubi, che è davvero molto tenue, e ne stimò il diametro angolare, che si aggirava sui 2 gradi.

    Le difficoltà nell’individuare le nubi

    Tuttora pochissime persone sono riuscite a localizzare le nubi.

    La massima luminosità degli ammassi avviene quando si trovano in opposizione solare, cioè quando la Terra si interpone tra esse e il Sole senza eclissarle, poiché in questa fase mostrano tutta la “faccia” illuminata verso la Terra.

    Ciò si verifica circa 5 giorni prima del plenilunio per una nube e circa 5 giorni dopo per l’altra. Tuttavia non sempre ci sono condizioni adatte alla visibilità: ad esempio, se la Luna si trova sopra l’orizzonte o se la posizione apparente delle due nubi coincide con la Via Lattea non sarà possibile osservarle, a causa della perdita di contrasto tra gli oggetti e lo sfondo.

    La scarsa magnitudine apparente è effetto dell’albedo molto bassa delle nubi, che sembrano essere di un colore rossastro. Le dimensioni degli ammassi, data la loro distanza (circa 380.000 km) e il loro diametro angolare, è di circa 14.000 km, misura paragonabile al diametro terrestre. Le nubi non si trovano esattamente nei punti di Lagrange, ma vi ruotano intorno ad una distanza angolare massima di circa 10°.

    Queste formazioni non sembrano essere stabili: alcuni affermano che siano un fenomeno transitorio. Infatti a causa delle perturbazioni gravitazionali prodotte dalla Terra e dal Sole, le polveri si disperderebbero, allontanandosi dai punti di oscillazione stabile.

    La conferma del 2018 e nuove osservazioni nel 2024

    La comunità scientifica ha faticato a registrare la scoperta attraverso una seconda osservazione che confermasse la presenza delle nubi.

    Finché nel settembre-ottobre 2018 un team di scienziati ungheresi dell’Università di Eotvos – Gabor Horvath, Judit Sliz-Balogh e Andras Bart, ha effettuato osservazioni intorno al punto L5, rilevando chiaramente la presenza di una nube di polvere. I loro risultati sono stati pubblicati su Monthly Notice della Royal Astronomical Society, ecco l’abstract dell’articolo, tradotto:

    “Dalla scoperta nel 1772 dei punti Lagrange triangolari L4 e L5 nel campo gravitazionale di due corpi che si muovono sotto la sola influenza delle reciproche forze gravitazionali, gli astronomi hanno trovato un gran numero di corpi celesti minori attorno a questi punti del Sole-Giove, Sole –Sistemi Terra, Sole-Marte e Sole-Nettuno. I punti L4 e L5 della Terra e della Luna potrebbero essere vuoti a causa della perturbazione gravitazionale del Sole. Tuttavia, nel 1961, l’astronomo polacco Kazimierz Kordylewski trovò due macchie luminose vicino al punto L5, che potrebbero riferirsi ad un accumulo di particelle interplanetarie. Da allora, questa formazione è stata chiamata nube di polvere di Kordylewski (KDC). Finora solo pochissime simulazioni al computer hanno studiato la formazione e le caratteristiche del KDC. Per colmare questa lacuna, abbiamo studiato un problema tridimensionale a quattro corpi costituito da Sole, Terra, Luna e una particella di prova, 1.860.000 volte separatamente. Abbiamo mappato la dimensione e la forma del conglomerato di particelle che non sono fuoriuscite dal sistema prima di un tempo di integrazione di 3650 d attorno a L5. Le osservazioni polarimetriche di un possibile KDC attorno a L5 saranno presentate nella seconda parte successiva di questo articolo.“

    Un recente articolo, sempre su su Monthly Notice della Royal Astronomical Society, dell’aprile 2024, riporta di un’osservazione fatta in Namibia proprio di una delle due nubi di Kordylewski, posta nel punto gravitazionale L5:

    “Le nubi di polvere di Kordylewski (KDC) attorno ai punti Lagrange L5 e L4 del sistema Terra-Luna sono state osservate per la prima volta mediante polarimetria per immagini nel 2017 e nel 2022 in un osservatorio astronomico ungherese. A causa del clima astroclimatico non ideale (quasi sempre nebbioso, inquinato da aerosol) dell’Ungheria e dell’intensità estremamente bassa della luce solare diffusa dalla polvere, la caccia polarimetrica dopo entrambi i KDC è durata 2-7 anni. L’attesa di un’atmosfera priva di nuvole e aerosol e di condizioni astronomiche adeguate (ad esempio cielo senza luna con KDC sopra l’orizzonte) nel nostro osservatorio ungherese richiede molto tempo. Pertanto, il nostro obiettivo era quello di costruire un telescopio polarimetrico portatile per immagini, con ampio campo visivo e utilizzarlo nell’ottimo clima astroclimatico dell’Isabis Astro Lodge nell’altopiano di Khomas in Namibia. Il nostro obiettivo a lungo termine è studiare la dinamica dei KDC con questo strumento nelle campagne astropolarimetriche di un mese della Namibia nel prossimo decennio. In questo lavoro, descriviamo il nostro telescopio polarimetrico per immagini portatile e presentiamo la nostra prima osservazione KDC ottenuta con esso in Namibia durante la nostra campagna astropolarimetrica di 4 settimane tra il 18 luglio e il 15 agosto 2023. Concludiamo che il nostro telescopio polarimetrico portatile funziona bene. Usandolo in Namibia, abbiamo confermato l’esistenza del KDC L5, le cui caratteristiche di polarizzazione (grado di polarizzazione e angolo) si riferiscono a una nube di polvere disomogenea composta da diversi agglomerati di particelle che diffondono e polarizzano linearmente la luce solare illuminante.”

    Bibliografia e note di utilizzo:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Kazimierz_Kordylewski (alcune modifiche dei contenuti effettuate in questo blog)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Nubi_di_Kordylewski (alcune modifiche dei contenuti effettuate in questo blog)

    https://it.wikipedia.org/wiki/Punti_di_Lagrange (alcune modifiche dei contenuti effettuate in questo blog)

    https://academic.oup.com/mnras/article/480/4/5550/5089220

    https://academic.oup.com/mnras/article/530/4/3570/7654011

    https://ras.ac.uk/news-and-press/research-highlights/earths-dust-cloud-satellites-confirmed

    https://www.treccani.it/enciclopedia/l-ottocento-astronomia-il-problema-dei-tre-corpi-e-la-stabilita-del-sistema-solare_(Storia-della-Scienza)

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    I contenuti di questo post sono rilasciati con licenza CC BY-SA 4.0.

  • Il cielo del mese: dicembre 2024

    Il cielo del mese: dicembre 2024

    Dicembre è il mese del solstizio d’inverno: per la precisione avverrà il 21 dicembre. Segna il momento di minima durata di luce del giorno, e l’inizio dell’inverno. Una curiosità notevole è poi che il mese di dicembre 2024 avrà 5 fasi lunari: si verificherà per due volte la Luna Nuova, circostanza indicata con l’espressione “Black Moon” (la “Luna Nera”). Ottima l’osservabilità di Giove, che sarà in opposizione il 7 dicembre (mappa del cielo nell’articolo).

    Indice

    Viaggio al centro della nostra Galassia

    Dall’archivio APOD (Astronomy Picture of the Day) della Nasa, nel mese scorso uno dei post era non una foto – una delle tante magnifiche immagini che arrivano da telescopi in orbita ma anche da astronomi e astrofili più o meno professionisti; il 24 novembre c’era questo video, che è possibile vedere anche su youtube, il cui merito va all’ESO (European Southern Observatory) e a una serie di astronomi ad esso legati.

    Si tratta di un magnifico “viaggio” al centro della nostra galassia, La Via Lattea:

    Journey to the Center of the Galaxy
    Video Credit: ESO/MPE/Nick Risinger (skysurvey.org)/VISTA/J. Emerson/Digitized Sky Survey 2 . Fonte: https://apod.nasa.gov/apod/ap241124.html

    Ecco cosa dice la didascalia che accompagna il video sul sito APOD della Nasa:

    “Spiegazione: cosa si trova al centro della nostra galassia? Nel classico di fantascienza di Jules Verne, Viaggio al centro della Terra, il professor Liedenbrock e i suoi compagni esploratori incontrano molte meraviglie strane ed emozionanti. Gli astronomi conoscono già alcuni degli oggetti bizzarri che esistono nel nostro Centro Galattico, tra cui vaste nubi di polvere cosmica, ammassi stellari luminosi, anelli vorticosi di gas e persino un buco nero supermassiccio. Gran parte del Centro Galattico è schermato alla nostra vista nella luce visibile dalla polvere e dal gas interposti, ma può essere esplorato utilizzando altre forme di radiazione elettromagnetica. Il video presentato è in realtà uno zoom digitale nel centro della Via Lattea che inizia utilizzando immagini di luce visibile dal Digitized Sky Survey. Mentre il film procede, la luce mostrata si sposta verso gli infrarossi che penetrano la polvere ed evidenzia le nubi di gas che, recentemente scoperte nel 2013, cadono verso il buco nero centrale.” (tradotto, da https://apod.nasa.gov/apod/ap241124.html)

    Fenomeni astronomici di dicembre

    Come di consueto, ecco di seguito alcuni estratti dalla rubrica “Il Cielo del Mese”, dal sito della Commissione Divulgazione UAI – Unione Astrofili Italiani http://divulgazione.uai.it:

    Il Solstizio d’Inverno 2024

    Contrariamente a quanto comunemente ritenuto, non è Santa Lucia (il 13) il giorno più corto dell’anno. 
In realtà in prossimità del 13 dicembre si verifica il periodo in cui il Sole tramonta più presto: per le prime due settimane di dicembre l’orario del tramonto si mantiene quasi costante, tra le 16.40 e le 16.41. Il giorno più breve dell’anno in realtà coincide con il giorno del solstizio e inizio dell’inverno, che quest’anno cade il 21 dicembre.

    Il giorno 21 il Sole tramonta un po’ più tardi, circa 3 minuti dopo, alle 16.44, ma anche il suo sorgere è ritardato di alcuni minuti, avendo luogo alle 7.37 (il 13 dicembre sorge alle 7.32): in definitiva, il Sole resta sopra l’orizzonte circa 2 minuti in meno rispetto al giorno 13. 
Quindi in effetti il giorno più corto dell’anno è di norma il 21 o il 22 dicembre. 

Quest’anno il SOLSTIZIO D’INVERNO cade il 21 dicembre alle ore 09 e 21 minuti (ore 10 e 21 TMEC). . 


    • 1 dicembre : il sole sorge alle 7.21 ; tramonta alle 16.41
    • 15 dicembre : il sole sorge alle 7.33 ; tramonta alle 16.41
    • 31 dicembre : il sole sorge alle 7.40 ; tramonta alle 16.51
      TMEC).
      
(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana). 


    Luna

    IL MESE DI DICEMBRE SARA’ UN MESE CON 5 FASI LUNARI !
    In questo mese di dicembre si verificherà per due volte la Luna Nuova, circostanza indicata con l’espressione “BLACK MOON” (la “Luna Nera”), mentre quando si verifica la seconda Luna Piena nello stesso mese è nota la denominazione “Blue Moon” (“Luna blu”).

    Fasi Lunari dicembre 2024
    DataFaseOrario
    01/12/2024Luna Nuova07h 21m
    08/12/2024Primo quarto16h 27m
    15/12/2024Luna Piena10h 2m
    22/12/2024Ultimo quarto23h 18m
    30/12/2024Luna Nuova23h 27m

    Pianeti (Giove all’opposizione il 7 dicembre)

    Di seguito riportiamo le informazioni per i pianeti osservabili questo mese:

    Venere: già protagonista dei cieli serali degli ultimi mesi, per il pianeta più luminoso inizia il periodo di migliore osservabilità dopo il tramonto. Verso la fine dell’anno Venere tramonterà quasi 4 ore dopo il Sole, avvicinandosi all’intervallo di tempo più lungo possibile per osservarlo nelle prime ore della notte. Il pianeta brilla nel cielo occidentale, completando il proprio percorso nella costellazione del Sagittario il 6 dicembre. Nella rimanente parte del mese Venere attraversa tutto il Capricorno e proprio a fine anno, il 31, fa il suo ingresso nell’Acquario.

    Marte: il pianeta rosso è ormai osservabile per quasi tutta la notte. Mancano poche settimane all’opposizione al Sole, pertanto possiamo vederlo sorgere ad Est nelle prime ore della sera per poi seguirlo mentre culmina a Sud nelle ore centrali della notte. Marte per tutto il mese di dicembre nella costellazione del Cancro, dove inverte la marcia il giorno 7 dicembre, terminando l’anno in moto retrogrado.

    Giove: il pianeta più grande del sistema solare sarà anche uno dei maggiori protagonisti delle notti di dicembre. Giove va in opposizione al Sole il 7 dicembre e termina l’anno in moto retrogrado nella costellazione del Toro. Come sempre accade nelle opposizioni, il pianeta sarà osservabile per tutta la notte, a oriente dopo il tramonto del Sole, a Sud nelle ore centrali della notte, fino a vederlo tramontare mentre il cielo si rischiara alla luce dell’alba. Giove sarà visibile alla massima luminosità , trovandosi alla minima distanza dalla Terra che, in questa occasione, sarà pari a circa 611.757.000 km.

    Giove all’opposizione il 7 dicembre 2024 : le mappe del cielo dettagliate:

    Giove in opposizione il 7 dicembre 2024, carta del cielo. Fonte: UAI http://divulgazione.uai.it/index.php/File:Giove_opposizione_07-12-2024_h22.JPG

    Saturno: il pianeta anticipa sempre più l’orario del proprio tramonto e di conseguenza l’intervallo di tempo a disposizione per poterlo osservare si riduce progressivamente e risulta ormai limitato alle prime ore della notte. E’ ancora possibile individuarlo facilmente sull’orizzonte a Sud-Ovest nella costellazione dell’Acquario.

    Urano: anche nel mese di dicembre le condizioni di osservabilità di Urano si mantengono relativamente simili a quelle di Giove. Il pianeta è reduce dall’opposizione al Sole avvenuta il mese scorso, e per gran parte del mese sia Giove che Urano si trovano nella medesima costellazione, il Toro. E’ quindi possibile osservare il pianeta per quasi tutta la notte. Urano è comunque prossimo al limite della visibilità ad occhio nudo e per poterlo individuare agevolmente è necessario l’utilizzo di un telescopio o di un buon binocolo. Urano lascia il Toro e con moto retrogrado rientra nuovamente in Ariete il 29 dicembre, dove finisce l’anno.

    Nettuno: il pianeta tramonta circa un’ora dopo Saturno. Possiamo quindi osservarlo nelle prime ore della notte sull’orizzonte a Sud-Ovest. Data la bassa luminosità, è possibile individuare Nettuno solo con l’aiuto di un telescopio. Nettuno torna in moto diretto l’8 dicembre, rimanendo all’interno della costellazione dei Pesci, dove è rimasto tutto l’anno.

    Congiunzioni


    Luna – Venere : dopo il tramonto del Sole, la sera del 4 dicembre potremo ammirare il falcetto di Luna crescente nella costellazione del Sagittario che si avvicina al pianeta Venere, situato nei pressi del limite tra Sagittario e Capricorno.

    Marte – Presepe : nella stessa notte del 4 dicembre potremo osservare Marte molto vicino all’ammasso stellare del Presepe (M 44) nella costellazione del Cancro.

    Luna – Saturno : nelle prime ore della notte dell’8 dicembre la Luna al Primo Quarto si troverà vicina a Saturno nella costellazione dell’Acquario.

    Luna – Pleiadi : la sera del 13 dicembre la Luna, a due giorni dalla fase di Luna Piena, sarà protagonista di un incontro molto ravvicinato con l’ammasso stellare delle Pleiadi, nella costellazione del Toro.

    Luna – Giove : la notte del 14 dicembre potremo ammirare la congiunzione tra la Luna quasi Piena e il pianeta Giove, ancora nella costellazione del Toro.

    Luna – Marte : l’ultima congiunzione significativa dell’anno si verifica il 18 dicembre, con la Luna e Marte che si incontrano nella costellazione del Cancro.

    Costellazioni

    Con il mese di dicembre entriamo definitivamente nel periodo di migliore osservabilità delle grandi costellazioni invernali che caratterizzeranno i prossimi mesi. Le costellazioni autunnali, povere di stelle brillanti e non sempre facilmente identificabili dal neofita – Capricorno, Acquario, Pesci – si avviano al tramonto nel cielo di Sud – Ovest, sostituite a Sud – Est dall’inconfondibile costellazione di Orione, accompagnata dal Cane Maggiore con la fulgida Sirio, dal Toro, dai Gemelli.
    In queste costellazioni possiamo individuare alcune delle stelle più luminose dell’intera volta celeste; oltre alla già citata Sirio, ricordiamo la rossa Aldebaran nel Toro, Castore e Polluce nei Gemelli, Procione nel Cane Minore, Capella nell’Auriga. Orione, la più bella costellazione invernale, è caratterizzata dalle tre stelle allineate della cintura e dai luminosi astri Betelgeuse, Rigel, Bellatrix e Saiph che ne disegnano il contorno. Con piccoli strumenti (è sufficiente anche un buon binocolo) non è difficile individuare la celeberrima nebulosa (M 42), situata nella spada, poco al di sotto della cintura.
    Per alcune ore dopo il tramonto è ancora possibile osservare a Ovest alcune costellazioni che abbiamo potuto seguire per il periodo autunnale: il grande quadrilatero di Pegaso, Andromeda con l’omonima Galassia, Perseo, la minuscola costellazione del Triangolo, accanto all’altrettanto piccola costellazione zodiacale dell’Ariete. Dalla parte opposta del cielo, in tarda serata si potrà assistere al sorgere del Cancro e, successivamente, del Leone.
    A Nord le costellazioni circumpolari compongono un cerchio ideale intorno all’Orsa Minore, con all’estremità la Stella Polare: in senso antiorario incontriamo Cassiopea, Cefeo, il Dragone, l’Orsa Maggiore, la Giraffa.

  • Nuova ondata di misteriosi “droni” su basi USA, UK e anche Russia. Foto e video.

    Nuova ondata di misteriosi “droni” su basi USA, UK e anche Russia. Foto e video.

    Un articolo del giornale online di informazione militare, The Debrief, cerca di fare il punto su una situazione che è chiaramente ormai sfuggita di mano: Cosa sta realmente succedendo con tutti gli incidenti dei “droni misteriosi” sulle basi statunitensi?

    «Una recente ondata di incursioni di droni nello spazio aereo sopra le basi statunitensi rimane irrisolta, secondo i funzionari statunitensi che indagano sugli incidenti in corso», riporta l’articolo.

    I funzionari hanno indicato che al momento non è chiaro chi stia operando quei presunti droni e nemmeno se tali azioni siano da intendere come potenzialmente ostili.

    Ora anche la BBC si è occupata finalmente della misteriosa serie di eventi. I droni che illuminano le basi americane in Inghilterra sono qualcosa di sinistro?, così si intitola il loro articolo, in cui leggiamo:

    «Lo spazio aereo attorno alle basi aeree statunitensi di Norfolk e Suffolk è stato messo sotto esame a seguito di numerose recenti incursioni di droni. I responsabili devono ancora essere trovati e i residenti nelle vicinanze si sono chiesti come e perché gli incidenti siano stati consentiti. Incursioni di droni sono state inizialmente segnalate in tre basi aeree statunitensi – RAF Mildenhall e RAF Lakenheath nel Suffolk, e RAF Feltwell nel Norfolk – tra il 20 e il 22 novembre, e da allora i velivoli sono riapparsi. Nel villaggio di Beck Row, Suffolk, che si trova vicino alla RAF Mildenhall, i residenti hanno riferito di veicoli aerei fortemente illuminati che volteggiavano sopra le loro case e sopra la base stessa.» Fonte: BBC.

    Le testimonianze dei cittadini inglesi

    L’articolo riporta quindi alcune testimonianze di abitanti delle località coinvolte (riportiamo qualche passaggio dell’articolo tradotto):

    «Casseem Campbell, 28 anni, ha detto di aver visto oggetti sopra la sua casa a Beck Row. Ha descritto di aver visto un veicolo aereo a forma di triangolo, che era “di un colore grigio e scuro”, in uno dei due avvistamenti serali di droni che aveva effettuato la scorsa settimana.»

    «Chrystal Mason, 28 anni, ha detto di aver visto due droni la scorsa settimana a Beck Row. […]
    “C’era una grande luce arancione nel cielo e all’improvviso è scomparsa. Ho sentito la gente gridare ‘wow’”.»

    «Johnny Whitfield, che vive anche lui a Beck Row, ha descritto di aver visto “molta attività”. “Ho visto i droni tre o quattro volte”, ha detto, prima di confermare che gli avvistamenti erano avvenuti di notte nella scorsa settimana. Ha anche descritto gli oggetti volanti illuminati e sospesi sopra la base aerea, anche se ha detto di non poter rilevare alcun rumore, mentre ha detto che gli oggetti erano grandi. “Tutto quello che vedi è una luce, ma è una luce grande, grande”, ha aggiunto.»

    Gli avvistamenti sulle basi militari

    Tutto era cominciato quando alcuni giorni fa il sito di notizie statunitense The Warzone aveva riportato per la prima volta una serie di avvistamenti di “droni” avvenuti su basi aeree in Gran Bretagna.

    In particolare si era verificata un’incursione da parte di molteplici oggetti non identificati sulla base della RAF (Royal Air Force) britannica di Lakenheath nel Suffolk, in Inghilterra. Nei giorni seguenti, ci sono state molte altre incursioni alla base RAF di Mildenhall, sempre nel Suffolk, e base RAF di Feltwell nel Norfolk.

    I portavoce dei militari statunitensi e inglesi hanno poi diramato i consueti comunicati stampa di circostanza. «Ad oggi, i responsabili dell’installazione hanno stabilito che nessuna delle incursioni ha avuto alcun impatto sui residenti, sulle strutture o sui beni della base», hanno affermato, aggiungendo che continueranno a monitorare la situazione e prendere le misure necessarie.

    Tuttavia non è stato chiarito alcunché sull’origine e motivazione dietro tali oggetti volanti non identificati.

    Droni, Uas, o Uap?

    Molti commentatori tra i giornalisti e semplici utenti di social media e curatori di vari siti di notizie si sono chiesti, nelle ultime settimane, se i “droni” avvistati sulle basi militari come Langley e sulle basi statunitensi all’estero potessero effettivamente essere in realtà da classificare come UAP, cioè Fenomeni Aerei non Identificati.

    Tuttavia, come riporta l’articolo di The Debrief, il direttore dell’AARO, l’agenzia del Pentagono preposta all’analisi degli Uap, durante la recente udienza tenuta dalla sottocommissione delle forze armate del Senato sulle minacce e capacità emergenti, aveva dichiarato che “gli avvistamenti su Langley sono stati esplicitamente caratterizzati come collegati all’utilizzo di sistemi aerei senza pilota (UAS) da parte di soggetti sconosciuti”. (fonte: The Debrief).

    In passato altre incursioni sulle basi dei paesi occidentali erano state descritte come possibile attività di spionaggio, tanto Russo quanto Cinese.

    Ma è proprio di oggi un video che ritrae per esempio le misteriose sfere luminose in formazione triangolare sopra una base russa.

    Dunque difficile stabilire chi stia spiando chi, e con quali intenti. Probabilmente la denominazione di “Uap”, poiché generica, anziché quella di “droni”, rimane la più calzante per molte di queste osservazioni.

    Sui social i video e le foto di cittadini

    Alcuni video filmati da cittadini in prossimità delle basi inglesi sono stati diffusi sul social X. In un caso si vede uno strano oggetto con luci lampeggianti, disposte in forma quadrata. L’oggetto sembra sorvolare una zona residenziale, e poco distante l’autore del video filma un secondo oggetto luminoso.

    In un altro video, un altro di questi oggetti con luci lampeggianti sembra compiere una manovra di evasione quando un aereo (un aereo probabilmente militare) si porta quasi sopra la sua posizione ma ad altitudine verosimilmente molto maggiore dell’oggetto:

    Inoltre, in un altro video viene ritratto un oggetto avvistato sopra la base RAF di Lakenheath. Appare forse di forma triangolare, in ogni caso con tre luci disposte sui vertici di un triangolo:

    Patrick Jackson, il ricercatore indipendente che ha portato alla luce un possibile schema ricorrente nel presentarsi di sfere metalliche e globi luminosi in cielo (ne abbiamo parlato in un approfondimento qui), ha ritwittato un video di un utente che ritrae tre luci in formazione triangolare che sorvolano Cambridge:

    L’avvistamento anche su una base russa

    Un altro utente su X posta un video indicando che è stato filmato su una base militare russa. Si vedono lobi luminosi muoversi in sincrono. La didascalia (tradotta) recita:

    “Luogo: 📍 Mosca, Russia 🇷🇺 Non è una coincidenza che siano visti negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Russia.. Adesso è mondiale e sappiamo che è legato alle armi nucleari ☢️. Non ci è voluto molto per collegare i punti, questi NON sono DRONI. Questi sono UAP: UFO Ora siamo alla fine del gioco, se scateniamo qualcosa di nucleare l’uno contro l’altro penso che interverranno…”

    Luci sopra il Campidoglio, USA

    Gli avvistamenti sono stati registrati un po’ ovunque nel mondo in queste settimane. Ad esempio, proprio nei giorni scorsi analoghi fenomeni luminosi sono stati visti sopra il Campidoglio americano.

    Un avvistamento che rievoca quello storico del 1952, quando durante più notti ci furono sorvoli di oggetti non identificati proprio sopra il Campidoglio e la costa Atlantica degli Stati Uniti (oggetti non solo visti ma anche registrati dai radar delle forze armate).

    Ecco alcuni tweet su X di utenti che hanno fotografato e filmato l’evento recente:

    Una sfera metallica filmata e fotografata sulla pista dell’aeroporto di Manchester

    Torniamo ancora in Europa, in Inghilterra, perché gli avvistamenti di oggetti insoliti non si sono limitati a “droni notturni”.

    Sull’aeroporto di Manchester è comparsa quella che sembra essere una sfera metallica, ed è stata filmata mentre si libra in cielo, e anche per un breve momento mentre appare quasi appoggiata sulla pista.

    Le foto in rapida successione riprenderebbero il momento in cui si alza rapidamente dalla pista, mentre c’è anche un video della sfera in cielo. Qui il post di un utente è rilanciato da Patrick Jacskon:

  • Parlare di Ufo in Europa: l’iniziativa della UAP Coalition Netherlands

    Parlare di Ufo in Europa: l’iniziativa della UAP Coalition Netherlands

    Ben 15 associazioni ufologiche di cittadini europei – capitanate dalla UAP Coalition Netherlands – hanno scritto un comunicato, il 25 novembre, destinato al Parlamento dell’Unione Europea, indicando alcuni punti della questione ufologica che anche il nostro “vecchio continente” dovrebbe affrontare.

    Questo suscita una riflessione: a che punto è il dibattito sugli ufo / uap in Europa? Sappiamo infatti quanto l’argomento degli uap sia ormai al centro dell’attenzione mediatica e governativa negli Stati Uniti (di recente abbiamo visto a novembre 2024 le udienze al Congresso e Senato americano con 4 testimoni dell’intelligence e il report annuale dell’AARO, l’ufficio del Pentagono sugli ufo); ma noi, Stati europei, abbiamo un qualche tipo di dibattito pubblico in corso sugli ufo?

    Il tema è urgente, anche perché pure nello spazio aereo europeo si sono registrate, di recente, incursioni di non precisati “droni” ad esempio su basi militari della RAF britannica e della US Air Force di stanza in Europa.

    Il comunicato stampa

    Il comunicato stampa diramato dalla Coalizione Olandese sugli UAP, qui disponibile solleva il tema della necessità di affrontare il tema Uap anche da parte dell’Unione Europea.

    Nel comunicato stampa diffuso il 25 novembre 2024, la Coalizione UAP Olanda e altri gruppi sollecitano le autorità europee a prendere in esame seriamente la questione dei fenomeni aerei anomali e non identificati.

    All’appello hanno firmato 15 organizzazioni ufologiche, appartenenti a 12 Stati (sia Stati membri dell’UE, sia altri Stati non membri come la Norvegia e il Regno Unito). Per l’Italia, firmatario del comunicato è il CISU, Centro Italiano Studi Ufologici.

    Il comunicato sottolinea che «Si tratta della prima volta che un appello collettivo è stato presentato alle istituzioni dell’UE su questa questione urgente. Con decenni di dati sugli incidenti UAP, con avvistamenti di personale militare, piloti, scienziati e civili, queste organizzazioni evidenziano le gravi implicazioni che gli UAP comportano per la pubblica sicurezza, per la sicurezza nazionale, la società, la ricerca scientifica e l’innovazione. Gli UAP includono oggetti inspiegabili osservati nell’aria, nel mare e nello spazio, che pongono rischi per la sicurezza aerea e potenziali preoccupazioni per la sicurezza nazionale.»

    Dal gruppo di associazioni civili arriva un appello affinché anche l’Unione Europea si doti ti un processo unificato di raccolta e analisi dei dati sui fenomeni aerei non spiegabili.

    Il precedente al Parlamento UE: l’incontro del 20 marzo 2024

    Il 20 marzo 2024 si era tenuto al Parlamento Europeo un evento dedicato agli UAP. L’iniziativa, promossa dal deputato portoghese Francisco Guerreiro, aveva rappresentato un’occasione per porre l’attenzione istituzionale verso questo tema.

    Durante l’incontro, diversi rappresentanti di associazioni ufologiche e studiosi avevano preso parola, sottolineando l’importanza di un approccio trasparente e scientifico. Tra i relatori, aveva parlato Edoardo Russo, del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU).

    L’incontro era stato un’occasione per evidenziare il ruolo culturale e storico del fenomeno, e per porre l’esigenza di un’indagine razionale e sistematica. Gli interventi avevano spaziato dall’aspetto scientifico a quello geopolitico, con richieste per una maggiore condivisione delle informazioni e la necessità di superare la segretezza istituzionale che ha spesso caratterizzato il tema UFO.

    Sul sito del Cisu, a questo link, si può leggere un resoconto dell’evento del 20 marzo.

    Un tema di attualità: le incursioni di oggetti non identificati su basi militari

    Il tema degli Uap è caldo e attuale. Infatti, proprio il 25 novembre il comando della US Air Force in Europa ha rilasciato un comunicato sulle incursioni di potenziali “droni” su basi aeree della Royal Air Force del Regno Unito che si sono verificate di recente.

    Anche in territorio americano ci sono state nell’ultimo anno diverse incursioni di “droni” sulle basi militari. Pochissime informazioni sono trapelate sulla natura di tali oggetti, e naturalmente ha suscitato un certo sconcerto il fatto che diversi oggetti non identificati possano sorvolare indisturbati su obiettivi così sensibili.

    Questo il testo tradotto del comunicato dell’US Air Force Europe:

    “Piccoli sistemi aerei senza pilota sono stati avvistati nelle vicinanze e sopra la Royal Air Force di Lakenheath, RAF Mildenhall e RAF Feltwell tra il 20 e il 24 novembre. Il numero di sistemi variava e variavano in dimensioni e configurazioni. Gli sUASs sono stati monitorati attivamente e i responsabili delle basi hanno stabilito che nessuna delle incursioni ha avuto alcun impatto sui residenti, sulle strutture o sui beni della base. Per salvaguardare la sicurezza operativa, non discutiamo misure specifiche di protezione, tuttavia ci riserviamo il diritto di proteggere le nostre installazioni. Le nostre unità continuano a monitorare lo spazio aereo e stanno lavorando con le autorità della nazione ospitante e con i partner della missione per garantire la sicurezza del personale, delle strutture e delle risorse della base.”

    In Spagna un panel di ricercatori e scienziati per gli Uap

    Il giornale/newsletter online “Sentinel News”, che si occupa di notizie relative agli Uap ed è pubblicata sulla piattaforma Substack, oltre ad esser stato tra i primi a rilanciare la notizia dell’iniziativa della UAP Netherlands, a ottobre 2024 riportava che è nata in Spagna una coalizione fatta prevalentemente di scienziati, ingegneri e ricercatori che si prefigge di connettersi con altri gruppi di ricerca sugli ufo, e di promuovere la ricerca sugli ufo nelle nazioni di lingua spagnola.

    Interessante la composizione del gruppo spagnolo, in cui figurano ricercatori di alto profilo accademico e professionisti.

    Questi esempi dimostrano un crescente interesse e apertura verso il fenomeno UFO da parte di molte persone, sia civili che appartenenti a comunità scientifiche e accademiche. La partecipazione di figure con un background scientifico rappresenta senza dubbio un segnale positivo e una novità significativa.

    Oggi alcuni scienziati si espongono pubblicamente con atteggiamenti possibilisti, un cambiamento radicale rispetto al passato, quando discutere apertamente di questi argomenti, per chi ricopriva una posizione sociale o accademica di rilievo, era quasi sempre un rischio per la propria reputazione.

    Quale coinvolgimento da parte delle istituzioni europee?

    Questo positivo cambio di prospettiva, che potremmo definire una nuova spinta “dal basso”, suscita però una domanda: qual è il reale coinvolgimento delle istituzioni? Ad oggi, non è chiaro se vi sia un impegno concreto o una posizione ufficiale a livello europeo.

    Nell’area dell’Europa geografica sembra che ci si limiti a seguire la scia americana sul tema UFO, senza sviluppare iniziative autonome o progetti di ricerca sistematica.

    Eppure, in passato, l’Europa ha mostrato interesse per studi metodici sul fenomeno. Un esempio emblematico è il progetto Geipan in Francia, un’iniziativa di lungo termine finalizzata alla raccolta e analisi dei dati sugli avvistamenti.

    Come scrive il quotidiano La Stampa, che ha rilanciato la notizia dell’iniziativa del gruppo di ufologi a guida Olandese, l’Europa è indietro per quanto riguarda il dibattito pubblico sugli ufo:

    “Da tempo un po’ in tutto il mondo, sono stati aperti archivi (il più recente, negli USA): niente alieni, ma casi di oggetti o velivoli catalogati nel corso degli ultimi 77 anni. E l’Europa? Fatta eccezione per iniziative isolate, come quella dei francesi e dell’agenzia spaziale Cnes, l’Unione Europea, secondo gli studiosi dei fenomeni ufologici o “uapologici”, dovrebbe fare di più. Il primo a sollevare la questione, per raccogliere dati a livello europeo e proprio quando era europarlamentare, fu nel 1993 il fisico torinese Tullio Regge. Nel 1994 la legislatura terminò e la proposta non ebbe seguito.”

    Iniziative come quella promossa dal gruppo ufologico olandese sono meritorie nel tentativo di coinvolgere maggiormente l’Unione Europea. Nel nostro continente, il dibattito pubblico sugli ufo ha ancora molta strada da fare per raggiungere un livello minimo di considerazione.

    Un approccio serio e sistematico da parte delle istituzioni europee sarebbe un passo fondamentale per affrontare il fenomeno con rigore scientifico e trasparenza.

  • Il direttore dell’AARO al Senato USA. Discusso anche un caso di ufo sull’Etna

    Il direttore dell’AARO al Senato USA. Discusso anche un caso di ufo sull’Etna

    Pochi giorni dopo l’udienza pubblica al Congresso americano in materia di ufo, ieri anche il direttore dell’AARO – l’ufficio del Pentagono preposto ad analizzare i casi di incontri con gli Uap – ha fornito la sua testimonianza. Un’udienza in parte a porte chiuse e in parte pubblica. Dal direttore Kosloski sono giunte interessanti ammissioni. Ma ancora il Pentagono non ha trovato legami con l’ipotesi extraterrestre – pur non escludendo nulla a priori. Nell’udienza, Kosloski si è soffermato anche su alcuni casi più o meno noti per i quali ci sarebbe una possibile spiegazione, come l’oggetto filmato a Porto Rico, e anche un ufo avvistato in Italia, sull’Etna, di cui poco si era saputo finora pubblicamente.

    Indice

    L’udienza pubblica in cui ha parlato il direttore Kosloski

    Jon Kosloski, capo dell’ufficio AARO (All-domain Anomaly Resolution Office) del Pentagono, ha testimoniato martedì 19 novembre 2024 davanti a una sottocommissione dei servizi armati del Senato statunitense. Ancora una volta, la posizione ufficiale è che “non ci sono prove verificabili dell’esistenza di extraterrestri”.

    Eppure alcuni risultati dell’AARO sembrano circoscrivere il campo. Non si tratta nemmeno di tecnologie avversarie, per esempio: infatti per i casi ancora oggetto di indagine, nel rapporto ufficiale pubblicato il 14 novembre si legge che ad oggi l’AARO non ha “nessuna indicazione o conferma che queste attività siano attribuibili ad avversari stranieri”.

    Nella conferenza stampa di alcuni giorni fa, inoltre, il direttore aveva osservato che “ci sono sicuramente delle anomalie”, pur affrettandosi a ribadire che il legame con potenziali extraterrestri però non è ancora stato trovato.

    L’udienza di Kosloski arriva soltanto pochi giorni dopo l’attesa udienza pubblica del 13 novembre che ha visto partecipare al Congresso alcuni individui informati sulle questioni riguardanti gli Uap: Luis Elizondo, Tim Gallaudet, M. Shellenberger, Mike Gold. Ne abbiamo parlato in un post precedente.

    Il direttore Kosloski è stato ricevuto dalla sottocommissione del Senato Usa per questa udienza che si è svolta in parte in forma riservata, seguita da una parte pubblica.

    Qui è possibile vedere la sessione pubblica con l’intervento del direttore dell’AARO:

    Il direttore dell’AARO (Pentagono) dialoga con i rappresentanti del Senato durante la parte pubblica dell’udienza tenutasi il 19 novembre 2024.

    La discussione di alcun casi noti

    Uno degli obiettivi se non l’obiettivo principale dell’AARO è cercare di identificare gli oggetti che vengono portati alla loro attenzione. Gli ufficiali del Pentagono per fare ciò utilizzano ogni metodo di indagine a loro disposizione per analizzare le caratteristiche tecniche di volo e se possibile fornire una spiegazione dei fenomeni.

    Durante il suo intervento, Kosloski ha parlato di alcuni casi, più o meno noti al pubblico, che sarebbero stati in qualche misura spiegati, o quantomeno inquadrati nelle loro caratteristiche.

    In sostanza, secondo il direttore, in tali situazioni dopo un accurato studio gli oggetti hanno mostrato delle caratteristiche di volo e di comportamento meno stravaganti ed esotiche di quanto si era pensato all’inizio.

    Come vedremo però, non sempre le spiegazioni sono del tutto esaurienti, anche perché in alcuni casi il direttore non ha fornito una possibile identificazione degli oggetti.

    È stato interessante il fatto che si sia parlato anche di un oggetto volante filmato in Sicilia, sull’Etna, in coincidenza con una delle eruzioni del vulcano.

    Un caso in Italia: ufo sul monte Etna

    Avrebbe una spiegazione mondana il caso di un ufo filmato in Sicilia, per la precisione sull’Etna, durante una fase eruttiva nel dicembre 2018: si tratterebbe – probabilmente – di un pallone.

    Il video originale, catturato da un drone dell’aviazione USA con una telecamera a infrarossi, si può visionare sul sito della difesa a questo link.

    Ecco alcune schermate tratte dal video, si vede un piccolo oggetto, scuro (per via delle riprese a infrarossi) e di forma tondeggiante, che sopraggiunge da sinistra:

    Questa è la descrizione, tradotta, di quanto riportato in seguito all’indagine del Pentagono:

    “MARE MEDITERRANEO 12.01.2018 Courtesy Video: Attività mediatica della difesa.

    Nel dicembre 2018, un sensore video a infrarossi a bordo di una piattaforma senza equipaggio dell’aeronautica americana ha catturato questo filmato mentre operava sul Mar Mediterraneo. Questo filmato mostra un oggetto che sembra transitare in un pennacchio di gas surriscaldato e cenere prodotto da un’eruzione del Monte Etna, un vulcano in Sicilia, Italia. AARO ha coordinato uno sforzo analitico tra agenzie e internazionale che ha determinato che gli effetti ottici delle intense condizioni atmosferiche vicino al vulcano distorcevano il video, facendo sembrare che l’oggetto transitasse nel pennacchio. AARO valuta con moderata certezza che il filmato raffigura invece un pallone a circa 170 chilometri dalla caldera e che viaggia alla velocità e direzione del vento.”

    L’oggetto di Porto Rico

    Uno dei casi apparentemente spiegati dall’AARO riguarda un oggetto filmato presso l’aeroporto Hernandez di Porto Rico: ”Un caso che pensavamo fosse di tipo ‘transmedium’, come è stato riportato, è ben noto all’esterno… come il caso di Porto Rico“, ha detto Kosloski ai senatori.

    Il caso a cui si riferiva è avvenuto nell’aprile 2013 quando un aereo della Customs and Border Protection degli Stati Uniti ha filmato un video a infrarossi di un oggetto sopra l’aeroporto Rafael Hernandez.

    Ecco il video su youtube dell’uap di Porto Rico (mentre questo link del sito della difesa è la fonte di riferimento):

    “Il video sembra mostrare un oggetto che viaggia ad alta velocità, si divide in due oggetti ed entra ed esce dall’acqua. Sulla base di queste prime percezioni l’oggetto è stato ritenuto anomalo», ha detto Kosloski.

    “Transmedium significa che va da un dominio all’altro. In questo caso, sembra che passi dall’aria all’acqua e poi di nuovo nell’aria. Valutiamo che in realtà ha sorvolato l’aeroporto per tutto il tempo”, ha detto Kosloski ai senatori.

    “E quella che sembra essere la parte transmediale, dove entra nell’acqua, è in realtà il punto in cui la temperatura dell’acqua è uguale alla temperatura dell’oggetto e la fotocamera non riesce più a distinguere tra le due. Non è che l’oggetto effettivamente vada nell’acqua. E quindi valutiamo che l’oggetto, probabilmente un paio di palloni o lanterne, stava fluttuando a circa sette nodi sopra l’aeroporto e scendendo a circa 200 metri”.

    Coordinandosi con altri esperti dell’intelligence e scienziati, I funzionari dell’AARO ritengono “con grande sicurezza” che l’oggetto non ha mostrato velocità o caratteristiche di volo anomale, secondo quanto riportato da Kosloski.

    “Due oggetti distinti erano in volo vicini l’uno all’altro, piuttosto che un singolo oggetto diviso in due”, hanno dichiarato, aggiungendo l’analisi indica “che l’illusione della divisione era probabilmente dovuta al cambiamento dell’angolo di visione del sensore che consente solo visioni intermittenti di entrambi gli oggetti.”

    Il video “GO FAST”: un errore di parallasse

    L’ufficio del Pentagono avrebbe anche risolto uno dei casi più importanti – quello di uno dei tre video emersi nel 2017 e soprannominato “GO FAST” (letteralmente: “va veloce”).

    Il video era stato registrato da un aereo da caccia della marina al largo della costa orientale degli Stati Uniti. Esso mostra quello che sembra essere un oggetto che vola ad alta velocità radente la superficie dell’acqua.

    QUesto il video, ormai storico, denominato “Go Fast”:

    Tuttavia Kosloski ha spiegato al Congresso che l’oggetto in realtà non è qualcosa di troppo insolito, anche se non ha spiegato che cosa sia in concreto.

    “Attraverso un’analisi di intelligence geospaziale molto attenta e utilizzando la trigonometria, abbiamo valutato con grande sicurezza che l’oggetto non è effettivamente vicino all’acqua, ma è piuttosto più vicino a 13.000 piedi”, (cioè circa 4 km di altitudine), ha detto Kosloski.

    Il direttore non ha identificato l’oggetto, ma ha spiegato che a rendere apparentemente anomalo il suo comportamento era stato un inganno ottico chiamato parallasse – un effetto ottico che spiegherebbe in parte anche il caso di Puerto Rico.

    Kosloski ha ricordato che esiste un documento approntato dallo stesso AARO riguardo alla parallasse: quel fenomeno di prospettiva e sovrapposizione che fa apparire come lontano un qualcosa che in realtà si trova ad esempio più vicino all’osservatore di quanto appaia, soprattutto quando si aggiunge il movimento reciproco degli oggetti e dello sfondo.

    Il documento dell’AARO sulla parallasse si può trovare qui.

    Un’interpretazione che non soddisfa i piloti

    Non molto dopo l’udienza pubblica, sono arrivati i commenti da parte dei piloti testimoni diretti di alcuni avvistamenti, in particolare da Ryan Graves il quale con la sua squadra ha proprio avuto la diretta esperienza dell’incontro ravvicinato ritratto nel video “Go Fast”.

    Graves e gli altri piloti, in pratica, non sono dello stesso avviso di AARO. Non era infatti tanto un problema la velocità dell’oggetto in questione, quanto la sua natura anomala e soprattutto il fatto che (come si sente dall’audio in inglese dei piloti che commentavano in diretta) c’era un’intera flotta di essi.

    In un articolo uscito sul giornale online Liberation Times, l’ex tenente aviatore navale Ryan Graves e fondatore di Americans for Safe Aerospace, ha dichiarato poi che l’AARO non si è preoccupata di svolgere indagini approfondite, magari sentendo direttamente gli equipaggi coinvolti nell’avvistamento:

    Ho parlato con l’ufficiale dei sistemi d’armi che ha registrato il video, un paio di settimane fa, e ha confermato che nessuno dell’AARO gli ha parlato. Penso che sia importante sollevare il punto che la mancanza di conversazione da parte dell’AARO con i testimoni sui video che stanno tentando di risolvere indica che stanno semplicemente trovando tecnicismi per ‘risolvere’ le prove video invece di cercare la verità. Chiedono che i testimoni si facciano avanti, ma perché dovrebbero se non considerano la loro testimonianza?” (fonte: LiberationTimes)

    Sempre nell’articolo, un ex analista dell’intelligence del Corpo dei Marines degli Stati Uniti e avvocato, Sean Munger, dichiara giustamente: “mi sembra che con l’udienza di ieri AARO non abbia risolto l’evento comunemente noto come ‘Go Fast’ “.

    E ha proseguito: “Rimangono domande senza risposta: che cos’era l’oggetto, da dove ha avuto origine, dove è andato, ecc.?”

    I casi ancora irrisolti da AARO

    Kosloski durante l’udienza ha poi descritto alcuni casi oggetto di indagine in corso, per i quali non si è ancora trovata una spiegazione.

    Già nel rapporto ufficiale pubblicato qualche giorno fa, e nelle dichiarazioni fornite poi alla stampa, l’ufficio e il direttore avevano indicato 21 casi irrisolti e particolarmente inusuali.

    Kolsoski ha raccontato in particolare di una “sfera arancione” e un “cilindro metallico” protagonisti di due distinti avvistamenti.

    Un grande oggetto sferico luminoso

    Il primo è stato segnalato da un agente delle forze dell’ordine “nell’ovest” che ha osservato “una grande sfera arancione fluttuare a diverse centinaia di piedi dal suolo“. L’ufficiale si è avvicinato al punto in cui sembrava trovarsi la sfera, ma ha poi avvistato “un oggetto nero” che aveva all’incirca le dimensioni di una Prius.

    Quando l’ufficiale si è trovato a circa 40-60 metri dall’oggetto, questo si è inclinò di 45 gradi ed è rapidamente partito in verticale, ad una velocità descritta come più veloce di qualsiasi drone che avesse visto prima. Non solo, l’oggetto ha emesso anche luci rosse e blu che hanno illuminato l’interno del veicolo “come se qualcuno avesse fatto esplodere dei fuochi d’artificio” ha detto Kosloski.

    Un enorme cilindro metallico grande come un aereo

    Un altro straordinario caso che Kolsoski ha raccontato è stato segnalato nella parte sud-orientale degli Stati Uniti.

    Due auto, guidate da contractors che lavoravano per il governo, erano appena uscite da una struttura intorno alle 9 del mattino, quando gli uomini al loro interno videro “un grande cilindro metallico delle dimensioni di un aereo commerciale”.

    L’osservazione è durata una ventina di secondi, poi l’oggetto è letteralmente scomparso. “Ovviamente un oggetto così grande e stazionario – a meno che non si tratti di un dirigibile – è insolito che poi scompaia, non possiamo spiegare come ciò possa accadere”, ha dichiarato Kosloski.

    Un terzo caso menzionato

    In un altro caso brevemente menzionato da Kosloski, un aereo che volava parallelo a un altro aereo mentre lo filmava ha catturato le immagini di un oggetto molto più piccolo che sembra essere passato tra di loro ad alta velocità.

    Cosa trarre da questa udienza

    Ciò che emerso almeno dalle dichiarazioni pubbliche è che il nuovo direttore – subentrato a Sean Kirkpatrick – sembra più disposto a considerare la questione degli uap da tutti i lati possibili. Tuttavia appare ancora molto superficiale il tipo di indagine svolta dall’ufficio AARO del Pentagono.

    Kosloski ha cercato di mostrare intenti proattivi, e ha messo in guardia contro la percezione di un AARO principalmente intento a smontare i casi di avvistamenti anomali e a dare loro una spiegazione per forza ordinaria: “Per essere chiari, AARO non crede che ogni oggetto sia un uccello, un pallone o un UAV [un drone]“, ha detto Kosloski, aggiungendo che “abbiamo alcuni oggetti molto anomali”.

    “AARO deve rafforzare la quantità, la qualità e la diversità dei dati che acquisisce ed esamina”, ha continuato.

    Si è poi insistito sulla necessità di garantire la possibilità di effettuare segnalazioni, da parte di personale militare e non, e il direttore ha aggiunto che il dipartimento è impegnato ad aumentare le collaborazioni all’interno e all’esterno del governo.

    “Non dovrebbe esserci alcuno stigma associato alla segnalazione di UAP (fenomeni anomali non identificati)”, ha affermato Kosloski.

    “Ci sono sicuramente delle anomalie”, aveva già ammesso Kosloski nella conferenza stampa che aveva fatto seguito alla pubblicazione del rapporto annuale dell’AARO, ma aveva anche aggiunto: “Non siamo stati in grado di trovare un collegamento extraterrestre”.

    Le preoccupazioni della senatrice Gillibrand

    Ascoltare le testimonianza e i resoconti di avvistamenti sopra basi militari e in generale sul territorio americano di questi oggetti, che apparentemente senza vincoli riescono a svolgere manovre indisturbati, ha chiaramente preoccupato i senatori e i membri del parlamento americano.

    La senatrice Kirsten Gillibrand, rilasciando commenti all’autore del podcast Ask a Pol, riferendosi a ciò che hanno udito all’udienza e ciò che Kosloski ha raccontato riguardo agli avvistamenti sopra installazioni miltiari, ha manifestato l’intenzione di rendere possibile l’abbattimento o quantomeno un conteminmento del fenomeno.


    “È sopra la base: se si tratta di un sito sensibile, voglio creare un’autorità affinché possano rimuoverlo”, ha affermato Gillibrand.

    “Un oggetto che non fa nulla, non mostra intenti ostili ma costituisce un’enorme violazione della sicurezza nazionale, e quindi vogliamo aggiornare la legge per dire che si tratta di un’enorme violazione della sicurezza nazionale e potremmo eliminarli solo su questa base.” .

    “Non devono spararti. Non devono lanciare un’arma chimica. Non devono sganciare un’arma nucleare. Potresti semplicemente eliminarli, perché stanno chiaramente spiando.”

  • Rapporto annuale del Pentagono: oltre 700 UAP, di cui 21 inspiegabili

    Rapporto annuale del Pentagono: oltre 700 UAP, di cui 21 inspiegabili

    Il giorno dopo la conferenza al Congresso, l’AARO rilascia il suo rapporto annuale sugli ufo: ci sono incidenti che non sappiamo spiegare, afferma in una conferenza stampa il nuovo direttore Jon Kosloski, a capo dell’ufficio del Pentagono preposto a una revisione dei casi di oggetti non identificati che vengono segnalati dal personale militare. Altre interessanti rivelazioni nel rapporto riguardano potenziali rischi per la sicurezza aerea e le incursioni di uap o droni su basi militari americane.

    Un giorno dopo l’udienza sugli ufo al Congresso, l’AARO (questo il loro sito web ufficiale) il pubblica il suo rapporto aggiornato sugli uap / ufo. Con il nuovo direttore dell’AARO sembra essere cambiato qualcosa: egli stesso ammette che ci sono alcuni incidenti che riguardano gli uap, anche molto recenti, che non trovano una spiegazione con le conoscenze scientifiche attuali.

    L’orientamento dell’ufficio del Pentagono preposto a valutare (anche se con limitate risorse e profondità rispetto al grado di segretezza) gli incontri con potenziali ufo appare ora più disposto a discutere in pubblico la questione. Anche se il rapporto si affretta a dichiarare che “non sono state trovate tracce di attività extraterrestre”, compaiono ammissioni di notevole rilevanza: dai misteriosi “droni” sulle basi militari, a oggetti che la fisica attuale non riesce a comprendere, e altre rivelazioni. Ad esempio, si è rischiata la collisione aerea di un volo commerciale con un ufo.

    I casi presi in esame risalgono principalmente al periodo tra maggio 2023 e giugno 2024 e in parte sono tutt’ora in corso di analisi e valutazione da parte dell’ufficio dell’AARO. Alcuni casi invece sono avvenuti nel 2021 e 2022 ma non erano stati dichiarati prima.

    Ricordiamo che AARO è un acronimo che sta per All-Domain Anomaly Resolution Office, come essi stessi si qualificano: “L’Ufficio per la Risoluzione delle Anomalie di Tutti i Domini sta guidando gli sforzi del DOD, in coordinamento con l’ODNI e altre agenzie governative, per documentare, analizzare e, quando possibile, risolvere i rapporti UAP utilizzando un quadro scientifico rigoroso e un approccio basato sui dati.”

    Tramite questo link si può scaricare il rapporto ufficiale del novembre 2024 con i casi analizzati nell’ultimo periodo.

    Alcuni incontri non hanno spiegazione, non attribuibili ad altre nazioni

    Il rapporto annuale del Pentagono è stato reso pubblico il 14 novembre, esattamente un giorno dopo che si è tenuta la conferenza al Congresso americano – interessante evento che ha visto ben 4 testimoni, ne abbiamo parlato nel post precedente.

    Il Pentagono dichiara quanti casi sono stati presi in esame, quanti risolti e quanti no. Per i casi risolti, è stato possibile risalire a spiegazioni ordinarie, ad esempio “oggetti come vari tipi di palloncini, uccelli e sistemi aerei senza pilota (UAS).” Sono più di 700 i rapporti esaminati nel periodo, e in totale da quando è stato istituito l’ufficio, più di 1600 rilevazioni di UAP sono state esaminate.

    Tuttavia, ancora alcuni casi, 21 in particolare, “meritano un’ulteriore analisi da parte dei partner dell’IC [intelligence community] e scientifici e tecnologici (S&T).”

    Un altro aspetto interessante emerso dal rapporto è che gli uap in esame “non sono attribuibili ad avversari stranieri”.

    Almeno per esclusione, l’ufficio del Pentagono ha eliminato una possibile provenienza degli oggetti esaminati durante l’anno. Evidentemente rimangono altre possibili cause, dalle più normali fino (eventualmente) alle più straordinarie.

    Rischi di collisione aerea e sorvoli su basi americane

    “Dei 392 rapporti della FAA ricevuti durante il periodo di riferimento, solo un rapporto menzionava un possibile problema di sicurezza del volo durante l’evento. In questo caso, un equipaggio di volo commerciale ha segnalato un quasi incidente con un ‘oggetto cilindrico’ mentre sorvolava l’Oceano Atlantico al largo della costa di New York, l’AARO continua la sua ricerca e analisi su questo caso”, afferma il rapporto.

    Un’altro aspetto di rilevanza per la sicurezza e la segretezza nazionale americana è che il rapporto conferma che i siti più sensibili degli Stati Uniti – in particolare quelli nucleari – sono stati sorvegliati da sistemi aerei senza pilota (UAS).

    Che si tratti di droni o di ufo di origine non terrestre, questo aspetto indubbiamente solleverà maggiore attenzione verso il tema degli UAP negli Stati Uniti.

    L’aspetto della sicurezza interna, della potenziale azione di spionaggio straniero o l’incursione sopra basi militari nel territorio nazionale, è qualcosa su cui l’America difficilmente vorrà apparire nuovamente vulnerabile.

    Kosloski: «casi che con il mio background in fisica e ingegneria non riesco a capire»

    Alcune interessanti affermazioni del direttore dell’AARO sono arrivate in una conferenza stampa a porte chiuse, conseguente alla pubblicazione del rapporto; lo apprendiamo dai media online.

    A questo link, sul sito del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è disponibile l’intera trascrizione della conferenza stampa.

    Ecco una delle più intriganti dichiarazioni del Direttore, in risposta alle domande dei giornalisti:

    “Sicuramente non si tratta solo di droni e UAS. Abbiamo quindi diversi casi particolarmente interessanti. Ci stiamo lavorando in ufficio, collaborando con i nostri partner per declassare molti di questi casi, in modo da poterne parlare pubblicamente. Ma ci sono casi interessanti che io, con il mio background in fisica e ingegneria e il tempo trascorso nell’Intelligence Community, non riesco a capire. E non conosco nemmeno nessun altro che li capisca.”

    Il progetto GREMLIN e l’apertura a nuove collaborazioni

    Durante la conferenza alcuni giornalisti preparati hanno chiesto a Kosloski aggiornamenti sullo sviluppo del sistema Gremlin.

    Quel progetto è un sistema di sensori sviluppato dall’AARO per raccogliere dati in tempo reale su oggetti non identificati nel cielo o nello spazio.

    Kosloski ha risposto che la piattaforma è attualmente in una fase di test su un teatro reale di una base o installazione americana:

    “Attualmente è schierato sul campo. Preferiamo non dire esattamente dove si trova perché vogliamo che sia un test imparziale e non vogliamo invitare gente a venire a fare sorvoli e testare il sistema. Abbiamo scelto quella posizione specifica a causa dell’ambiente. Ci aspettiamo che ci sia molta varietà nel tipo di cose che vedremo. E c’erano state segnalazioni di UAP in quell’area generale.”

    Il nuovo direttore ha poi manifestato l’intenzione di AARO di aprire il dibattito e le ricerche a collaborazioni con i tradizionali alleati degli USA:

    “Stiamo lavorando per aumentare il nostro impegno all’estero. Riconosciamo che quella degli UAP non sarà solo una questione interna. L’ufficio si è concentrato principalmente sul governo degli Stati Uniti. E presto nel 2025 svilupperemo la possibilità di raccogliere report tra il pubblico. E speriamo di ampliare le nostre partnership internazionali anche nel 2025. Quindi, iniziando dal gruppo con cui abbiamo più familiarità – e poi facendolo crescere da quel punto.”

    Un giornalista ha domandato: “Ci sono paesi specifici con cui intendete lavorare?”

    Kosloski ha risposto che “Inizieremo con i tradizionali alleati del Dipartimento della Difesa e della Comunità dell’Intelligence. E per ora non aggiungo altro finché non avremo stabilito queste partnership e poi probabilmente forniremo maggiori informazioni.”

    Tim Gallaudet si era espresso criticamente verso l’AARO

    Il direttore Jon Kosloski è arrivato all’AARO prendendo il posto del direttore precedente, Sean Kirkpatrick, e la nuova nomina è stata accolta con auspici positivi dai protagonisti direttamente coinvolti nella questione UAP.

    Questo perché la direzione precedente dell’AARO non sempre aveva apparentemente mostrato di accogliere senza pregiudizi le istanze dei testimoni, e aveva forse mancato di rispondere all’esigenza di vagliare tutte le possibilità, anche quelle meno convenzionali. Il direttore Kirkpatrick si era poi dimesso, tra polemiche e preoccupazioni personali

    A sollevare il problema di un ufficio, quello dell’AARO, che paradossalmente non sembrava aiutare piloti e marines nelle problematiche di incontri con gli UAP, è stato di recente per esempio Tim Gallaudet, che pochi giorni fa, il 13 novembre, all’udienza al Congresso (ma informalmente anche durante interviste online), aveva raccontato la sua esperienza con l’ufficio del Pentagono.

    Al Congresso l’ex vice ammiraglio Gallaudet aveva esposto quella che gli era sembrata un’apparente volontà di mischiare le acque, di screditare testimonianze e ridimensionare gli eventi riguardo agli uap da parte dell’AARO sotto la direzione precedente.

    Tim Gallaudet in sede dell’udienza ufficiale al Congresso infatti ha raccontato che a suo tempo era stato chiamato dall’AARO a quella che pensava dovesse essere una conversazione sugli UAP – in quanto egli è una persona per così dire “informata sui fatti”.

    Ha dichiarato che in realtà l’incontro si è trasformato in quello che gli è parso un lungo colloquio dove l’AARO ha cercato di ridimensionare la questione, gettare discredito sui testimoni e proporre versioni alternative degli eventi o delle interpretazioni, anche contro la palese e manifesta realtà dei fatti riguardo agli uap.

    Lo stesso Gallaudet durante l’udienza ha però rimarcato che quella è stata la sua esperienza durante la direzione precedente dell’AARO, e con il nuovo corso ha auspicato che ci potrà essere una attenzione diversa verso i testimoni e i fatti riguardanti gli oggetti non identificati.

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